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Wall Street vola, ma è tutto oro quello che luccica?
Redazione
13 anni fa
Secondo un analista, l'attuale andamento della borsa è uguale a quello che precedette il crollo del 1929

Wall Street vola e stabilisce un nuovo massimo storico. Lunedì scorso infatti l’indice Standard & Poor’s ha toccato i 1852 punti. La Borsa americana ha dunque accantonato i timori dovuti alla progressiva riduzione delle iniezioni di liquidità decisa dalla Federal Reserve e ha pure scrollato le spalle sugli ultimi dati macroeconomici che presentano un quadro in chiaro scuro dello stato di salute dell’economia statunitense. L’ottimismo sembra nettamente prevalere e gli indici potrebbero ancora salire. Ma è tutto oro quello che luccica?

Vi sono motivi che inducono alla cautela. Il buon andamento dei mercati azionari è sicuramente dovuto agli utili societari. Questo aumento della redditività nasconde però una certa qual sfiducia nelle prospettive dell’economia. Infatti ad esso non corrisponde un aumento degli investimenti. Un secondo motivo di cautela è che nell’ultimo trimestre dell’anno scorso l’9indebitamento delle famiglie americane è cresciuto al tasso più alto dal 2007, ossia di 241 miliardi di dollari, e ha raggiunto 11'500 miliardi di dollari. Questo livello di indebitamento delle famiglie è inferiore solo del 9% rispetto al massimo di 12'700 miliardi di dollari raggiunto nel 2008, ossia nell’anno della grande crisi finanziaria. Questo dato può essere letto come un segnale positivo di fiducia delle famiglie americani, ma può anche essere letto come un monito, poiché sta ad indicare che gran parte della crescita USA è finanziata da nuovo indebitamento, stimolato anche dal basso livello del costo del denaro, e non da un sano aumento dei redditi delle famiglie. Questi dati ripropongono la grande questione (più volte sottolineata in questo blog) che la cattiva redistribuzione dei redditi, che è stata la causa prima della crisi, non è stata corretta e che ciò rende la ripresa molto fragile.

Di tutto ciò il mercato azionario sembra infischiarsene e continua a salire spinto dalla mancanza di reali alternative di investimento, dal basso costo del denaro e dalla notevole liquidità in circolazione. Eppure, se si ragiona pensando ai fondamentali dell’economia, sembra difficile giustificare questi massimi storici. Essi sembrano anticipare un vero e proprio periodo di grande e sana crescita economica, che è la condizione indispensabile per sostenere la crescita degli utili societari. Nessuno però (nemmeno le autorità monetarie e politiche americane) prevede uno scenario del genere. Quindi preoccupa questa divaricazione tra andamento dei corsi azionari e l’andamento dell’economia reale.

Non sorprende quindi che nelle ultime settimane sia circolato tra gli investitori un grafico nel quale si mette a confronto l’andamento dell’indice Dow Jones a partire dalla metà del 2012 e l’andamento dello stesso indice nel 1928-1929. Il parallelo tra i due periodi è stato tracciato da Mark Hulbert di MarketWatch. In base a questo grafico oggi Wall Street sta seguendo passo passo i movimenti di allora. Ciò non vuol dire che si deve arrivare alla conclusione che ciò si concluderà con un crollo simile a quello degli Anni Venti. Personalmente sono molto scettico su questi esercizi e sull’affidabilità di queste previsioni. E’ comunque significativo che questo parallelo sia diventato un tema di discussione di Wall Street. Ciò vuol dire che anche i grandi operatori del mercato sono consapevoli che la prosecuzione della corsa al rialzo è insostenibile e che, raggiunti questi livelli, la cautela è d’obbligo.

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