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Vive les Femmes
Redazione
15 anni fa
Il 2012 del Rivellino LDV Locarno è nel segno delle donne. Dal 14 febbraio al 10 aprile la mostra Vive les Femmes

Il 14 febbraio 2012 alle 18:00 si inaugura la mostra Vive les Femmes, con le artiste ticinesi Maura Bartoli, Mirella Carbone, Nino Doborjginidze, Ivana Falconi, Gabriela Carbognani Hess, Patrizia Mancuso, Piritta Martikainen, Antinea Peruch e Rosita Peverelli.Sarà inoltre presente un allestimento del fotografo Mario Dondero, dal titolo “Incontri con donne straordinarie raccontate in immagini”.Nel corso della serata, nel bastione cinquecentesco, musica con le Voleur & Roman.... apertura con Novel e Thomas-T.L’8 marzo 2012 (inaugurazione alle 18:00) saranno integrate, nella mostra Vive les Femmes, una prima serie di opere dell’artista Oksana Mas che ha rappresentato l’Ucraina alla Biennale di Venezia nel 2011 (con catalogo ufficiale in coedizione Charta, Milano/ELR-LDV, Locarno), il cui padiglione ha riscontrato il primato assoluto di visitatori, oltre trecentomila (su un totale di 440'000 visitatori per l’intera Biennale). L’artista Oksana Mas era stata presentata ufficialmente in anteprima il 18 maggio 2011 al Monte Verità di Ascona, con la presenza dell’Ambasciatore di Ucraina in Svizzera, Dr. Ihor Dir.Le mostre sono a cura di Diana Fedorova-Pecherska.Il 10 marzo 2012 Santuzza Oberholzer (www.teatro-fauni.ch) presenta due spettacoli della compagnia Teatro dei Fauni con inizio alle 18:00 nel bastione cinquecentesco.Ambedue sono ispirati da opere di scrittori della Svizzera italiana: Piero Bianconi e Plinio Martini. Sono ambientati nelle nostre valli, nelle nostre montagne e nell’America degli emigranti, e trattano sopratutto delle donne. La prima opera: Una strada che porta lontano Narrazione e canto di e con Santuzza Oberholzer, regia Martin Bartelt. Cinque generazioni di donne partite e poi tornate, tra il sogno dell’America e una Svizzera italiana dalle valli troppo strette. Fuggite dalla valle troppo stretta per inseguire le farfalle e la possibilità di avere un mestiere. Poi la guerra, gli uomini, i figli, la presa di coscienza, proverbi e canzoni tramandate di madre in figlia. Ispirato dalle opere di Plinio Martini. Una ricerca di teatro verità tra leggenda e biografia. La seconda opera: Il paradiso delle donne Narrazione di e con Santuzza Oberholzer, regia Walter Broggini, liberamente tratto da Albero genealogico di Piero Bianconi e da Lettere dalla California di Angelica Rusconi, consulenza Renato Martinoni; con proiezioni di immagini d’epoca.È la storia di tre sorelle, nate dopo il 1860. La vita grama, la difficoltà a trovare marito, la mancanza di prospettive e la speranza in quello che molti emigranti descrivevano come “il paradiso delle donne” hanno nutrito i sogni e il coraggio di Angelica partita per la California. La sorella maggiore Margherita, madre di Piero Bianconi, è rimasta in valle, salda come un faggio ad occuparsi delle bestie e delle sorelline. Mansueta, invece, ha preso un’altra strada. Nomen omen, nel nostro nome è il destino: Angelica, Margherita e Mansueta incarnano tre archetipi di donne della fine ‘800, ci raccontano com’eravamo e come in parte siamo ancora.

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