Cerca e trova immobili
Magazine
Visto per voi: "Baciami ancora", sperando che sia l'ultima volta
Redazione
17 anni fa
Un film che non è necessario vedere. Recensione di Benedetta Giorgi Pompilio

Gabriele Muccino, sulla scorta del successo del 2001 de “L’ultimo bacio”, torna con il capitolo numero due – “Baciami ancora” – di una saga che ha per protagonisti quegli stessi giovani, ora diventati quarantenni, ancora alla ricerca di un proprio equilibrio e, forse e soprattutto, alla ricerca (assolutamente utopica) della felicità.L’idea di ri-proporre, dopo un certo lasso di tempo, una storia generazionale, che già era stata storia di gruppo, per vedere cosa sia successo nel frattempo ai vari personaggi e come sia evoluta la loro vita è senz’altro, se non originale, per lo meno accattivante.Capita spesso di chiedersi, tanto nella vita reale quanto in quella immaginaria della fiction, cosa possa essere capitato ad una certa persona, che scelte abbia fatto, o anche, semplicemente, quali ripercussioni abbiano avuto su di lui certe scelte.Nel film di Muccino, tutto ruota attorno a cinque amici, cinque uomini che hanno imboccato strade diverse, senza perdersi mai veramente di vista, cinque uomini che hanno proseguito nel normale cammino della vita, con i suoi alti e i suoi bassi, e che rimettono in gioco, in modo diverso a seconda dei caratteri e dei destini capitati loro, tutta la propria esistenza.I risultati sono molto discordanti e, come capita veramente nella quotidianità, la forza di questo film sta nel fatto che,l’odierna generazione, che va dai trentenni ai cinquantenni, può riconoscersi almeno in una delle vie imboccate o toccate in sorte ad uno dei protagonisti.La sua debolezza sta invece nella lentezza e nell’inverosimiglianza dell’insieme, anche se tutti escono con una battuta che li ha colpiti. Come per esempio quella pronunciata fuori campo, dopo un suicidio, secondo la quale è estremamente rapida l’assuefazione all’idea che un amico non ci sia più, come a ricordare che ciascuno di noi è ben lungi dall’essere essenziale, anzi è evidentemente facilmente sostituibile. Evviva il sano cinismo.Benedetta Giorgi Pompilio

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata