Cerca e trova immobili
Salute
Virus usati per sconfiggere un'infezione batterica incurabile
© Shutterstock
© Shutterstock
Keystone-ats
3 anni fa
Una donna aveva contratto un'infezione intestinale da E. faecium resistente ai farmaci. Scienziati dell'Università del Colorado hanno scoperto il fago che prendeva di mira il ceppo batterico e l'hanno inviato a Pittsburgh, dove è stato poi somministrato alla paziente insieme agli antibiotici.

Una terapia a base di virus innocui (chiamati batteriofagi o fagi) per l'uomo è riuscita a sconfiggere una grave infezione batterica persistente e incurabile con gli antibiotici: dopo anni di infezioni batteriche del sangue ricorrenti e resistenti ai farmaci, infatti, una paziente sottoposta a un trattamento sperimentale con fagi, ha potuto lasciare l'ospedale. Il caso di studio è stato riportato da scienziati della University of Pittsburgh School of Medicine sulla rivista mBio dell'American Society for Microbiology. Il caso, che ha richiesto l'approvazione di un nuovo farmaco sperimentale di emergenza dalla Food and Drug Administration (FDA) Usa, è uno dei pochi con la terapia con batteriofagi per trattare l'infezione da E. faecium. I risultati di questo studio apriranno al futuro utilizzo della terapia.

Di cosa si tratta

I batteriofagi sono virus che prendono di mira e infettano batteri, uccidendoli. I fagi sono selettivi e attaccano solo un ceppo specifico di un batterio e non ne infettano altri, né danneggiano cellule umane. I fagi sono abbondanti e si possono trovare ovunque, dall'acqua e dal suolo al corpo umano. Le acque provenienti dagli impianti di depurazione sono una fonte comune che i ricercatori utilizzano per isolare nuovi fagi. Diversi trial clinici sono in corso per confermarne la sicurezza e l'efficacia dei fagi contro i batteri resistenti.

La storia

La paziente era una 57enne con una condizione autoimmune che richiedeva l'immunosoppressione. La donna ha contratto un'infezione intestinale da E. faecium resistente ai farmaci; il batterio si è diffuso nel sangue, causando infezioni ricorrenti che hanno richiesto ospedalizzazioni multiple e prolungate tra il 2013 e il 2020. Alla fine gli antibiotici non funzionavano più. Scienziati dell'Università del Colorado hanno scoperto il fago che prendeva di mira il ceppo batterico e l'hanno inviato a Pittsburgh, dove è stato poi somministrato alla paziente insieme agli antibiotici. La terapia ha funzionato nel giro di 24 ore ed è stata ulteriormente migliorata con un fago aggiuntivo. La paziente è stata bene per parecchi mesi di seguito. La terapia potrebbe essere uno strumento potente contro la minaccia crescente della resistenza agli antibiotici; in futuro trial clinici potrebbero renderla ampiamente disponibile ai pazienti bisognosi.

I tag di questo articolo