
Da oggi nel comune grigionese di Bergün è vietato scattare fotografie. Sì, proprio così. Le autorità comunali hanno infatti deciso di introdurre un divieto generale, con la motivazione che le fotografie di paesaggi pittoreschi pubblicate sui social network possono rendere infelici altre persone che non hanno la possibilità di recarsi a Bergün.
Una motivazione un po' strana, ma le autorità comunali di Bergün spiegano che è scientificamente dimostrato che le belle foto di vacanze sui social network rendono infelici che le osserva. Un aspetto contro il quale Bergün vuole lottare, perché "ha a cuore la felicità di tutte le persone" e "perché ha da offrire un paesaggi particolarmente pittoreschi".
"Il comune di Bergün è meraviglioso" spiega il sindaco Peter Nicolay. "Non vogliamo quindi rendere infelici le persone che vivono al di fuori del nostro comune e che vedono le foto del nostro paesaggio sui social network. Invitiamo piuttosto queste persone a venire loro stesse a Bergün e godersi il paesaggio con i propri occhi."
Il divieto è stato approvato dall'assemblea comuncale con 46 voti favorevoli e 2 contrari. "Mi rallegro molto che la popolazione di Bergün abbia a cuore la felicità delle persone. Mi rende orgoglioso - ha affermato Nicolay - Il caso di infrazioni il Comune infliggerà una multa di 5 franchi e il ricavato servirà per la protezione delle Alpi”.
Il sindaco invita tutti gli abitanti e i turisti a rispettare il divieto e a godersi il panorama con i propri occhi.
Anche l'associazione Bergün-Filisur Turismo rispetta il divieto e si è rifiutata, su richiesta, di inviare foto del paese ai media. "Il divieto è legalmente valido e ci atteniamo ad esso" ha dichiarato all'ats il direttore dell'associazione Marc-Andrea Barandun.
Intanto, l'associazione turistica ha già ritirato tutte le foto dai profili Facebook, Twitter ed Instagram ed il prossimo passo sarà ripulire anche la home page del proprio sito.
Barandun condivide il concetto alla base del divieto: "In questo modo la gente dovrà venire personalmente a vedere con i propri occhi quanto è bello qui".
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