
Il tutto si svolge nella città di Seattle dove, ad una fermata dell'autobus, una ragazza di 15 anni viene prima assalita, poi picchiata ed infine scippata da una coetanea. Una videocamera di sorveglianza riprende l'agghiacciante scena. E l'America rimane scioccata.A destare maggior preoccupazione, il fatto che in quel mentre, attorno alle due adolescenti, si trovavano diversi passanti e tre agenti di sicurezza. Ma nessuno muove un dito.Nel filmato è evidente lo stato della vittima, a terra e incosciente. Nonostante questo, l'altra prosegue a prenderla a calci nello stomaco, sul viso ed in testa. Come sopra, nessuno interviene, tutti si limitano a guardare l'atroce scena, parto di una mente malata, irrazionale. Insomma, violenza da manicomio.Alcuni testimoni estraggono il cellulare per girare un video. Avessero tirato fuori le mani dalle tasche per aiutare la ragazza, ma no. Forse la paura gli ha lasciati accoliti, forse la società moderna è troppo menefreghista, forse…Ma il peggio è rappresentato dagli agenti di sicurezza. Tre uomini, grossi, in divisa. Immobili anch'essi a fissare quella brutalità. Come se loro, la "sicurezza", non centrassero nulla.L'assalitrice si placa, scippa e si dilegua. Ora gli agenti si muovono in soccorso della malcapitata. Già, solo ora.E solo ora ci è dato vedere le immagini che pensavamo di poter vedere in un film, mai nella realtà. Immagini tenute nascoste dal momento del misfatto, datato 28 gennaio.L'America, popolo di puritani, sommerge letteralmente il capo dell'azienda di trasporti pubblici di Seattle, Kevin Desmond, di critiche. E lui ha il coraggio di difendersi dinnanzi all'evidenza. Lui, che sostiene che gli uomini adibiti alla sicurezza devono solo osservare e riferire. Nulla a parte l'osservare traspare appunto dal video.Uno degli agenti poi sostiene che sulla scena del crimine c'era un gruppo di giovani, e che loro, gli agenti, avevano paura. A questo punto ci si chiede che tipo di agenti di sicurezza siano.
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