
La stagione degli uragani che si è appena conclusa è stata una delle peggiori da sempre, ma ha 'risparmiato' gli USA per una serie di coincidenze e colpi di fortuna. Lo affermano alcuni esperti al sito del National Geographic, secondo cui però non si può dire lo stesso dei vicini degli Stati Uniti.Con le sue 19 tempeste tropicali a cui è stato dato un nome la stagione 2010 è la terza in assoluto per numero, a pari merito con quelle del 1995 e del 1887. Dodici di queste tempeste hanno raggiunto lo status di uragani, e fra questi cinque sono stati del tipo più violento, con venti a più di 180 chilometri orari. A fronte di questa iperproduzione però, solo Bonnie, che si è formata lo scorso luglio, ha lambito le coste della Florida, mentre le altre si sono tenute alla larga dagli USA: "È stata una stagione strana - conferma Phil Klotzbach della Colorado State University - era come se gli USA avessero un repellente per uragani.Uno dei fattori di questo fenomeno è stata una serie di zone di bassa pressione che si sono formate in Atlantico, che hanno impedito agli uragani di raggiungere le coste. Inoltre in qualche caso si è trattato di fortuna, con uragani che se si fossero formati due giorni prima o dopo sarebbero riusciti a toccare terra". Non è andata altrettanto bene a Messico e Canada: il primo è stato devastato da Alex in luglio e Karl in settembre, con miliardi di dollari di danni, mentre il Canada ha visto il peggior uragano della sua storia con Igor, il 21 settembre.ATS
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