
Scoprire troppo sull'Universo potrebbe far sì che lo stesso collassi prima del suo naturale tempo. Questa la teoria di due importantissimi ricercatori americani, i professori Lawrence Krauss della Case Western Reserve University e James Dent, della Vanderbilt University. I due scienziati, forti del principio generale della fisica quantistica secondo il quale certi fenomeni esistono in uno stato di incertezza e acquisiscono invece la "realtà" solo quando vengono osservati o misurati, la vita dell'Universo potrebbe ridursi drasticamente a seguito delle osservazioni e le scoperte fatte dall'uomo. Gli scienziati, se così fosse, potrebbero aver già accorciato considerevolmente la vita del cosmo. I due esperti ritengono plausibile che il semplice atto dell'osservazione abbia ridotto i possibili stati d'esistenza, limitandone pertanto le potenzialità. Sul tabloid britannico Telegraph, che ha riportato l'inquietante quanto irreale notizia, si calcola che per via di questo meccanismo l'Universo potrebbe avere già perso almeno un quinto della sua massa totale. Un secondo studio, condotto da altri astronomi della Case Western Reserve University, sostiene poi un'altra interessante teoria ancora tutta da confutare: i buchi neri non esistono.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

