
Save the bees! Greenpeace ha recentemente scelto l'ape come simbolo delle sue battaglie e interpella i passanti sul fenomeno del colony collapse disorder - sindrome dello spopolamento degli alveari-. Questo fenomeno, riscontrato in tutte le regioni del pianeta, è provocato da una molteplicità di cause, in parte naturali, ma legate soprattutto alle azioni dell'uomo. Dopo l'inverno, le colonie sono così quasi deserte, la maggior parte delle operaie sono scomparse e resta solo la regina con qualche ape troppo debole per proteggerla. Considerati come i principali responsabili, i pesticidi avrebbero come effetto quello di disorientare le api, che non ritroverebbero quindi più il cammino verso il loro alveare.
Il particolare interesse per questa causa si può forse spiegare attraverso la prossimità simbolica tra l'uomo e l'ape, uno dei più vecchi animali a essere stato domesticato. L'organizzazione sociale delle api è in effetti spesso stata presa come modello d'organizzazione per le società umane, pensando per esempio al legame con la regina e il lavoro in comunità, ma anche alla comunicazione tra gli insetti o la struttura degli alveari. In questa relazione d'equivalenza, il caos nella società delle api causato dal colony collapse disorder annuncia la minaccia che pesa sulla società umana, una catastrofe futura.
Se le api scomparissero dalla terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita: questa famosa citazione, attribuita (probabilmente a torto) ad Albert Einstein e di cui il fondamento scientifico resta da provare, fa tuttavia emergere una realtà molto problematica, tanto nel contesto ambientale quanto in quello economico. Le api giocano in effetti un ruolo fondamentale in gran parte delle colture, necessario e difficilmente rimpiazzabile.
L'urgenza e la gravità della situazione potrebbero tuttavia essere l'occasione di ripensare radicalmente il nostro rapporto con il pianeta e in particolare l'utilizzo delle risorse; secondo il filosofo Bruno Latour potrebbe addirittura essere un'opportunità, nella misura in cui ciò potrebbe scuotere le mentalità e condurre a delle prese di coscienza seguite da effetti concreti. I politici si limitano tuttavia a dei segnali di buona volontà, le multinazionali rifiutano di prendere delle decisioni che potrebbero andare contro i loro interessi, e di fronte a questa mancanza di misure concrete ai cittadini non resta che mobilizzarsi a un livello estremamente locale.
Portando con sé questa molteplicità di tematiche, il fenomeno colony collapse disorder agisce come un polarizzatore della mostra. Ognuno a modo proprio, gli artisti hanno delle preoccupazioni ambientali ed esplorano in maniera diretta o allusiva delle problematiche connesse - tensioni evocate dall'idea di collapse, messa in pericolo delle risorse e delle specie. Le loro opere sollevano dei paradossi e, in parte romantiche, in parte concettuali, propongono delle forme di pensiero attraverso l'immagine.
Concepite per l'esposizione le opere di Vanessa Billy si concentrano sull'idea di energia e di obsolescenza: dei cavi elettrici o un motore d'automobile di recupero sono presentati insieme a dei calchi in resina artificiale o lattice di limoni spremuti. Attirando l'attenzione sui fragili legami che uniscono l'uomo all'ambiente e alle risorse naturali, Samoa Rémy sviluppa una ricerca iconografica sull'uso dei pesticidi, e realizza un'installazione che mette in scena due pale che si affrontano. Mirko Baselgia propone infine una scultura-alveare accanto a George, fotografia di un uccello imbalsamato di una specie oggi estinta.
Una tavola rotonda con Lisa Bosia (fondatrice di 'Swibee Swiss Beekeeping for Development'), Fabio Guarneri (membro del consiglio direttivo dell'associazione 'Alleanza territorio e biodiversità') e l'artista Samoa Rémy, sarà organizzata sabato 30 aprile 2016 al Liceo Cantonale di Lugano 1 dalle 10 alle 11.30. Seguiranno una visita guidata della mostra e un aperitivo.
La mostra è allestita alla Sonnestube Offspace (Via Luigi Canonica 12, Lugano), e visitabile il giovedì e venerdì, dalle ore 18-20, così come il sabato dalle 14-17.
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