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Un polo ticinese per il design
Daniele Coroneo
5 anni fa
Nato nel 2006 come Laboratorio, il nuovo Istituto design della Supsi vuole essere un punto di riferimento nel settore, sviluppando un design “aperto e sostenibile”

“Un polo d’identificazione, approfondimento e divulgazione per il design dell’interazione, la comunicazione visiva, l’architettura d’interni e il design in genere sul nostro territorio”. È così che si autodefinisce il nuovo Istituto design (IDe) della Supsi, che la scorsa settimana si è presentato alla stampa.

A Mendrisio
Insediato all’interno del nuovo campus Supsi di Mendrisio, l’IDe, nato come semplice Laboratorio di ricerca nel 2006, punta ora a continuare con la sua tradizione nel settore del design per “incrementare, favorire e incentivare il ruolo” concreto del design all’interno della società.

Un design utile
L’Istituto vuole contribuire a sviluppare un design che sia “aperto e sostenibile”: “aperto” perché i prodotti elaborati nell’IDe devono essere facilmente modificabili, adattabili e migliorabili da parte degli utenti, “sostenibile” “non solo sul piano eco-ambientale, ma anche sociale, dando delle risposte a dei bisogni concreti”, ci spiega Jean-Pierre Candeloro, direttore dell’Istituto design. “Il nostro non è mai un design fine a sé stesso, ma un design che aiuta nella risoluzione di sfide”.

Tecnologia al centro
E nel mondo contemporaneo “sfide” e “utilità” fanno senza dubbio rima con “tecnologia”. Quest’ultimo aspetto è al centro delle attività dell’Ide. All’interno del Dipartimento ambiente, costruzioni e design della Supsi, di cui l’Istituto design è un elemento, ha infatti da poco preso il via un Master in “Design dell’innovazione”, che tocca il “modo in cui l’umano comunica con la tecnologia”, spiega il direttore del Dipartimento Silvio Seno. “E l’Istituto si occupa anche di questo”.

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