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Un DNA di mille anni fa svela nascita di un virus letale nei polli
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Keystone-ats
3 anni fa
È l'herpesvirus dei polli responsabile della malattia di Marek, capace oggi di decimare gli allevamenti, la cui storia evolutiva pubblicata su Science è stata ricostruita da un gruppo di genetisti e biologi guidato da Steven Fiddaman, dell'Università di Oxford.

Grazie all'analisi di Dna antico, di oltre 1'000 anni fa, è stato ricostruito per la prima volta il processo di trasformazione di un virus innocuo in letale. È l'herpesvirus dei polli responsabile della malattia di Marek, capace oggi di decimare gli allevamenti, la cui storia evolutiva pubblicata su Science è stata ricostruita da un gruppo di genetisti e biologi guidato da Steven Fiddaman, dell'Università di Oxford.

Il virus

Il virus della malattia di Marek, un herpesvirus, è uno dei patogeni più temuti negli allevamenti avicoli perché infetta i pulcini appena nati con un tasso di mortalità vicino al 90% ma esiste già da anni un vaccino il cui uso però comporta un costo annuo all'industria di pollame stimato in oltre 1 miliardo di dollari. Analizzando resti di polli provenienti da alcuni siti archeologici di 1'000 anni fa distribuiti tra Europa e Asia i ricercatori sono riusciti a identificare tracce del genoma del virus della malattia di Marek e confrontarlo con quello dei virus attuali. Si è così scoperto che il virus circolava già almeno 1'000 anni fa ma era probabilmente quasi innocuo o comunque non aveva la stessa aggressività che ha oggi, tanto che la prima testimonianza della malattia è solo degli inizi del '900, dovuta allo scienziato da cui la patologia prende il nome.

Meno virulento

Il virus antico era quasi certamente meno virulento e le maggiori modifiche potrebbero essere avvenute a causa di alcune mutazioni in uno specifico gene, denominato Meq, che sembrerebbe guidare oggi nei polli lo sviluppo di una massa tumorale che porta poi l'esemplare alla morte. "I nostri risultati - ha commentato Fiddaman - non solo svelano la storia evolutiva del virus della malattia di Marek, ma forniscono anche una base per migliorare la nostra attuale comprensione della virulenza degli agenti patogeni". "Combinando le antiche tecniche del Dna con la genomica moderna - ha concluso - abbiamo aperto una finestra sul passato che può guidare le strategie future nella gestione delle malattie virali".