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Un computer che imita il cervello umano
Redazione
16 anni fa
Un’equipe di ricercatori internazionali avrebbe individuato il modo di ottenere una vera e propria intelligenza artificiale

Riuscire a sviluppare un computer intelligente, in grado effettuare dei calcoli complessi nello stesso modo di un cervello simile a quello dei mammiferi, non è un’utopia.Molti ingegneri sono da anni impegnati in questa tipologia di ricerca ma soltanto ora, un’equipe di ricercatori internazionali, sembra aver trovato la giusta strada per arrivare all’ambizioso obiettivo.Il team di esperti, formato da scienziati statunitensi e giapponesi, ha creato una sorta di processore molecolare composto da cellule organiche che, almeno stando a quanto spiegato dagli scienziati, sarebbero in grado di “interagire simultaneamente per eseguire una serie di task computazionali, inclusa la logica digitale convenzionale, il calcolo dei diagrammi di Voronoi, e la simulazione di fenomeni naturali come la diffusione del calore e la crescita del cancro”.Il funzionamento del monolayer organico impiegato dal gruppo di ricerca non è statico, e oltre a far lavorare di concerto gli switch è in grado di sopperire all’eventuale morte di uno o più neuroni, riorganizzando il carico di lavoro in maniera dinamica.Il “dispositivo molecolare” sarebbe persino in grado di sopperire all’eventuale morte di uno o più neuroni riorganizzando il carico di lavoro in maniera dinamica. Il funzionamento, in pratica, replica la struttura neurone-sinapsi del cervello permettendo una velocità di calcolo oggi non raggiungibile con i più moderni sistemi informatici esistenti: la tecnologia, insomma, potrebbe fare presto un notevole balzo in avanti.I computer moderni sono molto più veloci dei neuroni, sottolineano gli esperti, ma l’interesse nei confronti di queste nuove tecnologie è altissimo. Le macchine attuali sono capaci di elaborare 10 alla tredicesima istruzioni al secondo contro gli “appena” 10 alla terza del cervello umano. La differenza fondamentale, pertanto, sta nell’architettura, le “pipeline" attraverso cui passano istruzioni e informazioni: sequenziale per i microchip al silicio e massicciamente parallela, con più istruzioni processate contemporaneamente, per i neuroni del cervello. I risultati ottenuti fino a questo momento sono, secondo gli scienziati, altamente incoraggianti.Sistema utilizzabile anche in campo medico: se nei prossimi anni si riuscirà a ottenere il successo sperato, si potrebbe persino ipotizzare l’impiego di questa tecnologia in campo medico. Impiantando degli strati molecolari nel cervello del’uomo, ad esempio, si potrebbe offrire a chi ha subito gravi danni cerebrali in seguito a traumi e incidenti, la possibilità di vivere una vita normale. Tiscali notizie

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