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Un anno di emergenza sanitaria internazionale
Il 30 gennaio 2020 il direttore generale dell’Oms dichiarava l’emergenza sanitaria internazionale. “All’epoca c’erano meno di 100 casi della malattia fuori dalla Cina e nessun decesso”

Abbracciarsi, stringersi la mano, viaggiare, andare a cena e stare vicini. Tutti questi gesti quotidiani oggi sembrano solo un ricordo, ma nessuno se lo sarebbe mai immaginato un anno fa. Era proprio il 30 gennaio 2020, dopo la seconda riunione del Comitato di sicurezza, quando il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus dichiarò il focolaio internazionale di Covid-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, come sancito dal Regolamento sanitario internazionale. “All’epoca c’erano meno di 100 casi della malattia fuori dalla Cina e nessun decesso”, ha ricordato ieri Ghebreyesus.

In Ticino il 30 gennaio il Covid sembrava ancora un incubo davvero molto lontano. Così come in tutto Occidente. Pochi però si sarebbero aspettati che in meno di un mese potesse iniziare una crisi sanitaria e sociale storica. Dal “paziente 1uno” a Codogno in Lombardia, ai primi focolai, al primo caso in Ticino e alle prime chiusure.

Oltre 2,2 milioni di morti
Giorno dopo giorno per la Confederazione, così come per il resto del mondo il Covid è stato uno tsunami continuo con conseguenze devastanti. A un anno dalla dichiarazione d’emergenza il bilancio dei morti provocati dal coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 2,2 milioni. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana, ad oggi sono decedute nel mondo 2’209’313 persone a fronte di un totale di 102’177’365 casi.

“Più casi che durante i primi sei mesi”
Il bilancio complessivo delle vittime da Covid-19 aveva superato quota 2 milioni il 15 gennaio scorso, quando il totale dei contagi era di oltre 93 milioni. “Nelle ultime due settimane sono stati segnalati più casi che durante i primi sei mesi della pandemia”, ha sottolineato ieri Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, nel consueto incontro - online - con i media a Ginevra.

Un anno di anormalità
Un anno di “anormalità”, di nuove abitudini e di sfide. Un anno che ha sconvolto la nostra società, limitando i nostri contatti, le nostre passioni e la nostra vita in generale. Che il virus dipenda da noi e circoli con noi, è un dato di fatto ed è per questo che dopo 365 dalla dichiarazione di emergenza sanitaria internazionale è necessario osservare le misure anti-Covid più volte ribadite dalle autorità sanitarie per cercare, tutti insieme, di poter ritrovare poco a poco le proprie normalità.

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