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Ucciso terrorista che pianificava nuovi attacchi
Redazione
5 anni fa

La risposta americana al sanguinoso attacco all’aeroporto di Kabul non si fa attendere. Dopo essersi presentato davanti alla telecamere in lacrime e avere assicurato che i responsabili dell’attentato l’avrebbero pagata, il presidente Joe Biden ha autorizzato un raid in Afghanistan, nella regione di Nagahar, durante il quale è stata colpita e uccisa una delle menti dell’Isis-K che progettava futuri attacchi.

Non coinvolto nell’attacco all’aeroporto
L’identità del militante non è stata resa nota: il Pentagono lo ha definito un “pianificatore” dell’organizzazione. Secondo indiscrezioni, l’uomo tramava futuri attacchi, ma non sarebbe stato direttamente coinvolto con l’attentato a Kabul.

Pianificava nuovi attacchi a Kabul
“Riteniamo che questo terrorista fosse coinvolto nella pianificazione di futuri attacchi a Kabul”, riferisce un funzionario dell’amministrazione citato dai media americani. L’uomo sarebbe stato sotto osservazione da prima dell’attentato allo scalo della capitale e il personale americano avrebbe atteso che fosse solo prima di lanciare l’attacco con il drone. Il Reaper americano, partito da una base in Medio Oriente, lo avrebbe colpito mentre era a bordo di un veicolo.

“Le forze armate americane hanno condotto un’operazione antiterrorismo contro uno degli organizzatori dell’Isis-K. Il raid è avvenuto nella provincia di Nangahar, in Afghanistan. Le indicazioni preliminari segnalano che il target è stato ucciso. Non siamo a conoscenza di vittime civili”, si legge in una nota di Bill Urban, portavoce del Central Command. L’ordine di colpire è stato impartito dal ministro della difesa Lloyd Austin.

Non è chiaro se il raid sia un caso isolato o se sia il primo di una serie in risposta all’attacco a Kabul, durante il quale hanno perso la vita quasi 200 persone di cui 13 militari americani.

Rischio terrorismo altissimo
L’azione mirata segue la nuova allerta lanciata dall’ambasciata Usa a Kabul, che ha invitato gli americani a non recarsi all’aeroporto. A chi si trova già nei pressi dello scalo è stato chiesto di lasciarlo immediatamente alla luce delle minacce per la sicurezza. La autorità statunitensi ritengono infatti che nuovi attacchi siano probabili in questi ultimi giorni prima del 31 agosto.

Cos’è l’Isis-K

Nella galassia di organizzazioni terroristiche che minacciano il mondo, dall’attentato di giovedì il pubblico ha imparato a conoscere l’”Isis-K”, presentato dai media come una costola afghana dell’Isis tout court.
L’Isis-K è stato istituito nel gennaio 2015, all’apice della potenza dello Stato islamico in Siria e Iraq. La “K” nel nome indica la zona del Khorasan, regione storica fra Afghanistan e Pakistan, sebbene la sezione pakistana del gruppo abbia deciso di separarsi nel maggio 2019. Inoltre, sarebbe più opportuno riferirsi all’organizzazione con l’acronimo “Is-K”, ovvero “Stato islamico del Khorasan”, in quanto il termine “Isis” indica più propriamente - in lingua inglese - lo “Stato islamico di Iraq e Siria”.

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