
Tutti i collaboratori della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e le loro famiglie hanno potuto lasciare l’Afghanistan o sono in sicurezza all’aeroporto di Kabul. Lo ha affermato poco fa in conferenza stampa il consigliere federale Ignazio Cassis. Il ticinese ha poi comunicato che nel paese dell’Asia centrale ci sono ancora 15 svizzeri. Finora la Confederazione ha evacuato dall’Afghanistan 292 persone con legami con la Svizzera. In questo modo, una delle più grandi operazioni di evacuazione nella storia svizzera si è quasi conclusa.
Le persone con cittadinanza afghana verranno assegnate ai centri per i richiedenti l’asilo della Confederazione
Le persone arrivate questa mattina in Svizzera hanno effettuato tutti i controlli previsti all’aeroporto (passaporto e bagagli) e sono state distribuite regolarmente tra i vari centri per richiedenti l’asilo della Confederazione. Le famiglie non sono state divise. Tutti sono stati sottoposti a un test per il coronavirus. Due persone risultate positive sono state immediatamente isolate. I controlli di sicurezza erano stati già effettuati in precedenza, al momento dell’assunzione delle persone in questione da parte del DFAE, ma in ogni caso al momento dell’emissione del visto umanitario il SIC ha svolto un ulteriore controllo da cui non è emerso nulla che ne sconsigliasse l’ingresso nel nostro Paese. In caso di necessità, una terza verifica sarà effettuata durante il soggiorno nei centri per i richiedenti l’asilo della Confederazione, dove le famiglie trascorreranno verosimilmente diverse settimane prima di essere trasferite nei centri cantonali.
Ammissione al programma svizzero di reinsediamento (resettlement)
132 persone tra quelle giunte oggi in Svizzera saranno inserite nel programma di reinsediamento, sarà loro riconosciuto lo statuto di rifugiati e potranno rimanere nel nostro Paese. In quanto tali non dovranno effettuare tutta la procedura d’asilo regolare ma solo il processo di identificazione (impronte digitali, controlli di sicurezza ecc.). Una volta arrivate nel Cantone di assegnazione seguiranno un programma di integrazione. Per il biennio 2022-2023 il Consiglio federale ha fissato un contingente di 1900 rifugiate e rifugiati ammessi tramite questo programma.
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