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Tumori, uno spirito combattivo migliora la vita
Redazione
17 anni fa
Pare che un malato di tumore avente uno spirito ottimista, abbia una migliore qualità di vita

Sebbene non esistano prove prettamente scientifiche, i medici sono convinti che le persone colpite da tumore che si lasciano abbattere dalla stessa malattia, vedrebbero calare le loro aspettative di sopravvivenza.A sostenere ciò è uno studio condotto presso la University of British Columbia (Regno Unito), incentrato sulle possibili implicazioni della psiche sulla qualità della vita dei malati di cancro; prima, durante e dopo le cure; la ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Cancer".Come anticipato, nonostante lo studio, non esiste ancora la dimostrazione scientifica di quanto sopra; eppure tra le varie categorie di medici, vi sono molti specialisti convinti del fatto che si debba prestare molta attenzione allo stato psicologico dei pazienti. Sono infatti loro i primi a sostenere che la depressione non è un sintomo da sottovalutare.Ma vediamo come si è svolta la ricerca inglese: suddivisa in 26 studi condotti separatamente, ha preso in esame 9'417 pazienti. Una volta confrontati i risultati, gli studiosi hanno potuto calcolare che i malati presentanti sintomi di depressione hanno un tasso di mortalità del 39% in più rispetto agli ottimisti.La Dr.ssa Jilian Satin, autrice dell'analisi in questione, sostiene che nonostante lo studio non abbia una vera e propria conferma, i pazienti dovrebbero comunque parlare delle loro condizioni mentali con il proprio medico curante.Un'ulteriore ricerca condotta su cavie da laboratorio, ha invece evidenziato come lo stress possa favorire la crescita dello stesso tumore; non solo, pare che sempre lo stress possa avere anche un effetto di diffusione del cancro in altre parti dell'organismo.Il Prof. Marco Bellani, docente di Psicologia clinica presso l'Università dell'Insubria e vicepresidente della Società italiana di psiconcologia (Sipo), ci dice che gli ormoni dello stress (così definiti a fini di semplificazione) provocano complessi meccanismi di tipo chimico sul nostro cervello. Questi meccanismi provocherebbero sia un calo di umore, che una proliferazione in termini di cellule cancerose.Un altro fattore che i medici non dovrebbero sottovalutare, è che il paziente depresso possa, proprio in virtù dello stato psicologico, manifestare determinati comportamenti che influirebbero negativamente sulla durata della vita. I pazienti infatti potrebbero rifiutarsi di seguire fedelmente le terapie a loro prescritte; o, peggio ancora, che lo stato depressivo si manifesti con pianti, disturbi del sonno, inappetenza, apatia e tristezza. Tutto ciò porterebbe il paziente verso uno stato che andrebbe a debilitare ulteriormente il suo organismo.In sostanza, sono molti i medici concordi sul fatto che un paziente avente uno spirito combattivo abbia maggiori probabilità di migliorare la qualità della loro vita. Questi infatti, contrariamente ai pazienti depressi, affronteranno controlli e terapie con una maggiore energia, un più elevato positivismo ed un minore senso di ansia.Il Prof. Bellani sostiene che una reazione negativa è più che comprensibile nel momento in cui si viene a sapere di essere affetti da una determinata malattia; ma pensare che il persistere della depressione sia normale, è più che sbagliato. Purtroppo sono ancora molti gli oncologi che sottovalutano il fenomeno; un fenomeno, questo, che colpisce oltre il 30% dei malati di tumore.E sempre il Prof. Bellani ci dice che sarebbe sufficiente inserire, insieme ai controlli di routine, una scheda da far compilare al paziente al fine di valutare e stabilire la sua salute psicologica. Infine, se dovesse essere necessario, il medico curante dovrebbe provvedere a consultare uno psicologo che possa sostenere il suo stesso paziente.Insomma, la depressione è tutto fuorché un sintomo da sottovalutare.

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