
Una nuova speranza per la cura dei tumori al cervello: un medicinale generico - che normalmente viene utilizzato per trattare nei bambini disturbi metabolici legati a un enzima - il dicloroacetato (DCA) sembra dare buoni risultati come trattamento contro una forma mortale di tumore al cervello.La ricerca è stata condotta dalla University of Alberta (Canada) e i risultati preliminari sono stati resi noti dalla stampa canadese.Gli scienziati avrebbero dimostrato che la sostanza è in grado di distruggere cellule umane cancerose del polmone, del seno e del cervello senza danneggiare le cellule sane. Una delle peculiarità dello studio è il suo finanziamento, assolutamente atipico: è il direttore di una radio di Peace-River, nell'Alberta, che dopo aver perduto la sorella a causa di un tumore, ha mobilitato la sua città e raccolto 365mila dollari per finanziare le ricerche dell'equipe del dottor Evangelos Michelakis.La mancanza di fondi si spiega - ha sottolineato la Cbc News - con il fatto che il medicinale "non è brevettabile e quindi non offre alcuna prospettiva di profitti ai laboratori farmaceutici".La sostanza è stata sperimentata su scala minima, al momento, solo su cinque persone e mostra che i tumori hanno reagito al dicloroacetato cambiando il loro metabolismo, proprio come avevano lasciato sperare gli esperimenti in laboratorio svolti nel 2007.Il trattamento ha funzionato sui tessuti tumorali di 5 pazienti in fase terminale. Su quattro dei cinque pazienti i ricercatori hanno verificato che il tumore non si sviluppava più dopo 15 mesi di trattamento. I test successivi effettuati sulle cellule prelevate ai pazienti hanno dimostrato che il Dca aveva ucciso le cellule cancerose."Si può quindi concludere che il Dca è probabilmente senza pericoli e forse clinicamente efficace su certi pazienti", spiega Evangelos, citato da CBC News. Michelakis però invita alla massima cautela: "Data la scala minima di questo studio, non bisogna cedere a speculazioni azzardate", anche se i primi risultati sono sufficienti a "creare entusiasmo, slancio ed aspettative per proseguire le ricerche, che implicherebbero una sperimentazione su scala più vasta".Lo studio è stato pubblicato sul giornale online 'Science Translational Medicine'.Tiscali notizie
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