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Tumori a cervello, polmoni e seno: nuova speranza
Redazione
16 anni fa
Un medicinale generico sembra dare buoni risultati come trattamento contro una forma mortale di tumore al cervello

Una nuova speranza per la cura dei tumori al cervello: un medicinale generico - che normalmente viene utilizzato per trattare nei bambini disturbi metabolici legati a un enzima - il dicloroacetato (DCA) sembra dare buoni risultati come trattamento contro una forma mortale di tumore al cervello.La ricerca è stata condotta dalla University of Alberta (Canada) e i risultati preliminari sono stati resi noti dalla stampa canadese.Gli scienziati avrebbero dimostrato che la sostanza è in grado di distruggere cellule umane cancerose del polmone, del seno e del cervello senza danneggiare le cellule sane. Una delle peculiarità dello studio è il suo finanziamento, assolutamente atipico: è il direttore di una radio di Peace-River, nell'Alberta, che dopo aver perduto la sorella a causa di un tumore, ha mobilitato la sua città e raccolto 365mila dollari per finanziare le ricerche dell'equipe del dottor Evangelos Michelakis.La mancanza di fondi si spiega - ha sottolineato la Cbc News - con il fatto che il medicinale "non è brevettabile e quindi non offre alcuna prospettiva di profitti ai laboratori farmaceutici".La sostanza è stata sperimentata su scala minima, al momento, solo su cinque persone e mostra che i tumori hanno reagito al dicloroacetato cambiando il loro metabolismo, proprio come avevano lasciato sperare gli esperimenti in laboratorio svolti nel 2007.Il trattamento ha funzionato sui tessuti tumorali di 5 pazienti in fase terminale. Su quattro dei cinque pazienti i ricercatori hanno verificato che il tumore non si sviluppava più dopo 15 mesi di trattamento. I test successivi effettuati sulle cellule prelevate ai pazienti hanno dimostrato che il Dca aveva ucciso le cellule cancerose."Si può quindi concludere che il Dca è probabilmente senza pericoli e forse clinicamente efficace su certi pazienti", spiega Evangelos, citato da CBC News. Michelakis però invita alla massima cautela: "Data la scala minima di questo studio, non bisogna cedere a speculazioni azzardate", anche se i primi risultati sono sufficienti a "creare entusiasmo, slancio ed aspettative per proseguire le ricerche, che implicherebbero una sperimentazione su scala più vasta".Lo studio è stato pubblicato sul giornale online 'Science Translational Medicine'.Tiscali notizie

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