
Una svolta epocale: per il big killer numero uno, il tumore del polmone, esiste finalmente uno strumento di diagnosi precoce, la tac spirale a basso dosaggio, in grado di ridurre la mortalità del 20%. Lo hanno confermato i dati dell'americano National Cancer Institute, punto di riferimento dell'oncologia mondiale, che ha realizzato il più ampio studio clinico a livello internazionale sull`efficacia del tac spirale. E risultati in linea con quelli americani sono stati ottenuti dallo studio Cosmos dell'Istituto Europeo di Oncologia. Ogni anno la tac spirale permette di diagnosticare 1 tumore ogni 100 individui, con una percentuale che si mantiene quasi invariata nel tempo. Questo esame si è confermato quindi accurato, facile da eseguire, visto che l`esecuzione richiede pochi secondi e non necessita di mezzo di contrasto, e con livelli di esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti inferiori al 70% della dose raccomandata per gli studi diagnostici dalle normative europee e dalle leggi italiane. Ad oggi, l'89% dei tumori è risultato asportabile chirurgicamente in modo radicale: la SCHEDA.Giulia Veronesi, direttore dell'unità di ricerca sulla diagnosi precoce e la prevenzione tumore polmonare, spiega che quasi tutti i tumori sono stati trattati in modo conservativo con sola lobectomia. La mortalità è stata inferiore all'1%. "La sopravvivenza globale di tutti i pazienti con tumore polmonare è stata del 70%, un dato in linea con lo studio del Nci. Ora la nostra ricerca - prosegue - ha l'obiettivo di personalizzare il percorso e le modalità della diagnosi precoce in base ai profili di rischio individuale. Abbiamo messo a punto un modello di rischio in grado di ridurre il numero di tac di controllo del 40%, uno strumento che una volta validato permetterà di ridurre costi ed esposizione alle radiazioni. Siamo impegnati nell'identificare marcatori specifici del sangue che possano sostituire in parte la tac o aumentarne la sensibilità. Inoltre sono allo studio sostanze e farmaci in grado di agire sulle lesioni pretumorali".Ieo: test è una svolta, ma sarebbe bene abolire il fumo - "Tutti in Ieo siamo convinti che la vera svolta epocale per il tumore polmonare sarebbe l'eliminazione del fumo: senza sigarette sarebbe una malattia rara. E sparirebbe non solo il cancro del polmone, ma anche molti altri tipi di tumore e una grossa fetta delle malattie cardiovascolari. Per questo ai volontari dello studio abbiamo offerto una terapia di disassuefazione dal fumo". A sostenerlo è Carlo Cipolla, direttore dell'unità di cardiologia dello Ieo."Va detto - aggiunge Cipolla - che l'adesione non è stata affatto immediata, perché i fumatori sono generalmente refrattari alla proposta di smettere. Tuttavia siamo riusciti a ottenere l'iscrizione al protocollo del 55% dei pazienti ancora fumatori; l'80% degli iscritti ha poi effettivamente aderito al protocollo e la percentuale di stop fumo a 1-6 mesi è stata molto alta: 53%". "Diagnosi precoce e prevenzione si confermano come gli strumenti più efficaci oggi a nostra disposizione per ridurre la mortalità per tumore e migliorare la qualità di vita dei malati oncologici - conclude Umberto Veronesi - Ospedali, centri di ricerca e politica sanitaria non possono più ignorare questa realtà. Forti di questa convinzione, allo Ieo istituiremo, forse già nel prossimo anno, un centro di diagnosi precoce per le malattie correlate al fumo".Fumo passivo, 600.000 morti l'anno nel mondo - E il fumo non è pericoloso soltanto per i fumatori, ma anche per le persone che li circondano. Il fumo passivo, infatti, uccide 600.000 persone l'anno nel mondo, di cui 165.000 bambini sotto i 5 anni, secondo le stime pubblicate dalla rivista medico-scientifica britannica 'The Lancet'. Se si aggiungono a queste cifre i 5,1 milioni di decessi causati dal fumo attivo, si arriva ad un totale di 5,7 milioni di decessi dovuti al tabacco ogni anno. Gli autori dello studio - l'Istituto Karolinska di Stoccolma e dell'Oms (
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