
Gli amanti della settima arte potranno vedere tre film elvetici al prossimo Festival di Cannes, che si tiene dal 16 al 27 maggio. Uno solo fra questi è in corsa per la Palma d'oro: "La chimera" di Alice Rohrwacher, una coproduzione italo-franco-svizzera. "Sono così felice e onorata di tornare in selezione ufficiale a Cannes dopo cinque anni", ha dichiarato recentemente all'agenzia di stampa italiana Ansa la regista italiana Rohrwacher. "Cannes è un Festival che mi ha visto crescere e che mi ha dato la libertà di continuare a cercare, a sperimentare."
Un po' di Ticino in "La Chimera"
Scritto e diretto da Rohrwacher, il film è ambientato negli anni '80, nel mondo clandestino dei "tombaroli". "La chimera" racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Il ruolo principale è interpretato da Josh O'Connor, che ha vinto un Emmy per aver incarnato il Principe Carlo nelle stagioni 3 e 4 della serie TV "The Crown". Completano il cast Isabella Rossellini, Carol Duarte, Alba Rohrwacher (sorella della regista) e Vincenzo Nemolato. La regista, quest'anno candidata all'Oscar con il corto "Le pupille", torna in concorso sulla Croisette dopo "Lazzaro felice" (Migliore Sceneggiatura 2018) e "Le meraviglie" (Gran Premio della Giuria 2014). Il suo ultimo film è stato coprodotto e sostenuto in Svizzera da Amka Films Productions di Savosa e dalla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI). Alice Rohrwacher è inoltre ospite speciale del festival del cinema Visions du Réel che si terrà da venerdì fino al 30 aprile a Nyon (VD).
In un piccolo villaggio georgiano
Nella Quinzaine des cinéastes, sempre a Cannes, gli amanti del cinema potranno vedere "Blackbird, blackbird, black berry", il secondo lungometraggio della regista georgiana Elene Naveriani, formatasi anche alla scuola di arte e di design di Ginevra (HEAD), ha indicato Swiss Films, l'agenzia di promozione del cinema elvetico, a Keystone-ATS. Il suo film è prodotto da Alva Film Production di Ginevra (Thomas Reichlin, Britta Rindelaub). In un piccolo villaggio georgiano dai valori tradizionali, Ethéro, padrona di un negozio di prodotti per la casa è una 48enne single. Ama la sua libertà quanto le torte e sta pianificando una pensione tranquilla e confortevole lontano dai pettegolezzi. Ma una relazione passionale con il suo fattorino potrebbe far deragliare tutti i suoi piani. Con il suo primo lungometraggio "Wet Sand", presentato in prima mondiale al Locarno Film Festival nel 2021, Naveriani si era aggiudicata il Prix de Soleure lo scorso anno.
Jeanne Balibar in "Laissez-moi"
Infine, il primo lungometraggio del regista ginevrino Maxime Rappaz, "Laissez-moi", verrà proiettato nel programma ACID del Festival di Cannes. Il film è interpretato dall'attrice francese Jeanne Balibar e dall'attore svizzero Pierre Antoine Dubey, al suo primo ruolo cinematografico. Il film è prodotto da GoldenEggProduction, di Carouge (GE, Yan Decoppet e Gabriela Bussmann). Ogni martedì, Claudine si reca in un hotel in montagna per frequentare uomini di passaggio. Quando uno di loro decide di prolungare il soggiorno per lei, la vita di Claudine viene stravolta e si ritrova a sognare un'altra vita.

