
Preparatevi. Questo weekend, e più precisamente nel corso della notte tra il 28 e il 29 marzo, torna l'ora legale. Gli orologi di casa, quelli che non cambiano l'ora in automatico, andranno dunque spostati un'ora avanti.
Tutto qui? Per alcuni sì. Ma non per tutti. Il cambio d'ora infatti non è privo di conseguenze sulla salute di alcuni. I 'bersagli' più colpiti dal cambio d'ora saranno i cardiopatici, gli obesi, gli insonni e le persone tendenti alla depressione.
Una sorta di jet lag. Questo avverrà sostanzialmente nelle fasce a rischio. Anche se solo di un'ora, lo spostamento dell'orologio andrà infatti a incidere sul ritmo circadiano, ovvero il ciclo che regola sonno-veglia. Provocando di fatto uno squilibrio nel nostro naturale ritmo biologico.
Un problema che dura fino a 6 giorni. Poi il corpo si abitua e tutto torna alla normalità. Ma in questi giorni il nostro orologio biologico sarà comunque alterato, e potremmo subire scompensi di sonno, sentirci sempre stanchi, potremmo avere difficoltà a concentrarci e subire maggiormente lo stress. Non solo, il cambio d'ora potrebbe influire anche sui ritmi cardiaci, con conseguenze anche nefaste per chi ha problemi cardiovascolari.
Insomma, l'ora legale non è esente da problematiche anche serie. E vari studi lo provano. Come quello canadese condotto negli Stati Uniti che ha evidenziato come nel corso della settimana seguente il cambio d'ora, gli incidenti stradali aumentano di circa il 17%. Una probabile conseguenza della stanchezza e della difficoltà a concentrarsi.
E' invece uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine a dirci che, sempre nella settimana successiva il cambio d'ora, gli infarti del miocardio aumentano del 5%. Proprio per i cardiopatici i medici consigliano di adattarsi più lentamente, spostando il proprio orologio sociale (quello che regola la partecipazione dell'individuo alle attività collettive) di 15 minuti per volta. In modo da adattare con maggior lentezza il corpo al cambiamento.
Anche il metabolismo subisce dei cambiamenti quando spostiamo l'ora. Ecco perché nelle categorie a rischio rientrano anche le persone con problemi legati all'obesità. Gli insonni rischiano di subire un peggioramento della propria condizione. E il fatto che la giornata guadagnerà in luce solare, non compensa quei cambiamenti all'orologio interno biologico per chi soffre di depressione.
L'unico consiglio da parte degli esperti per tutte queste categorie a rischio, è quello di cercare di superare il cambiamento provando ad andare a dormire prima la sera. Come detto le sensazioni negative legate al cambio d'ora durano circa 6 giorni. Man mano che questi trascorrono, il nostro corpo si adegua. Tornando a una condizione normale.
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