
A pochi chilometri dal confine è di nuovo allerta per la famigerata 'truffa dello specchietto', il classico raggiro messo in atto da un imbroglione che finge un danno allo specchietto a suo dire provocato da un contatto, in realtà mai avvenuto, con l’auto guidata dal malcapitato di turno. Il tutto con lo scopo di farsi consegnare del denaro in contanti per riparare il 'danno'.
Dopo l'episodio verificatosi a fine agosto sull’autostrada A9 a Lomazzo, quando un uomo - che aveva agito insieme a un ragazzo di circa 12 anni - era riuscito a farsi consegnare 40 euro da una 28enne di Guanzate, il quotidiano La Provincia di Como ha riferito di alcuni tentativi di raggiro messi in atto nelle vicinanze del cimitero di Olgiate. Uno, in particolare, è stato segnalato al sindaco, Simone Moretti, che a sua volta ha invitato la mancata vittima a denunciare l’episodio ai carabinieri.
Una donna aveva sentito un colpo simile a quello prodotto da un sasso finito sulla carrozzeria, ma ha comunque proseguito fino a casa. Lì è stata avvicinata da un uomo, che ha cercato di farle credere che vi fosse stato un contatto tra i loro due veicoli, a seguito del quale la sua auto avrebbe riportato un danno allo specchietto. La signora ha risposto che non le risultava nulla del genere e l'intervento di alcuni vicini ha fatto desistere il truffatore.
La variante con il telefonino
Fingere un urto con il veicolo dell'ignara vittima non è l'unica tecnica adottata dai truffatori. Qualche settimana fa avevamo infatti riferito del caso di una ragazza ticinese avvicinata da un uomo che aveva affermato di essere stato urtato dallo specchietto della macchina della giovane e preteso un risarcimento per il telefonino che sarebbe caduto a terra in seguito all'urto. L’autore delle truffe in riva al Lario, era poi emerso, è un cittadino comasco sulla trentina a cui sono stati attribuiti oltre una ventina di episodi, denunciati a Carabinieri e Polizia da un anno a questa parte.
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