
Le affinità col primo Predator non mancano in questa versione 2018. Ci sono i militari, c'è la caccia nella giungla coi cacciatori che sono prede, la vista a infrarossi, l'invisibilità e i macabri omicidi dell'alieno che ritorna al cinema nella sua veste evoluta.
Il Predator 2.0 è un cocktail delle specie delle varie galassie e ha quindi un po' di DNA terrestre. Un cacciatore itinerante che saccheggia i pianeti per comporre un suo personale e arricchito patchwork. Non se la prende più solo coi marines, le suona ai suoi simili specialmente se si sono fregati del prezioso materiale genetico e sono scappati sulla navicella della sua astronave. Nessuna clemenza per i traditori e i disertori dell'esercito alieno.
Il film comincia senza brio, nella seconda metà sale di tono e nelle ultime battute tratteggia un Predator generoso, in quanto omaggia la base di ricerca che gli dava la caccia unitamente ai militari con una dotazione aliena che è un'autentica arma del futuro. Generoso e galante questo Predator moderno, che tra i suoi nemici ignora le donne nude e indifese, come nella scena della doccia.
CaSco
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