
Siamo sempre più vicini a capire l'origine della Terra. Questo è stato reso possibile grazie al primo identikit di Titano, la luna di Saturno.Ma come è possibile capire le origini del nostro pianeta natio attraverso Titano? Semplice, per molti aspetti la luna di Saturno presenta determinate similitudini con la Terra durante le sue origini. In parole povere, Titano presenta quasi gli stessi elementi da cui è scaturita la vita sulla Terra.Da queste considerazioni di partenza, possiamo dunque capire l'importanza dell'invio delle due sonde "Cassini" e "Huygens" da parte della Nasa e del'Esa. E mentre Huygens raccoglie dati ed immagini direttamente su Titano; Cassini resta in orbita per scandagliare sia il pianeta di Saturno che le sue lune.Grazie alle due sonde gli scienziati dell'Università di Roma La Sapienza, Luciano Iess e Paolo Tortora, ed i colleghi del Jet Propulsion Laboratory della Nasa sono potuti giungere ad un'importante scoperta. Iess ci racconta che studiando il comportamento della sonda e la sua velocità con variazioni di cinque millesimi di millimetro, sono riusciti a capire la forza di gravità generata dalla luna. Non solo, sempre grazie alle sonde gli scienziati hanno stabilito che la massa di Titano è prevalentemente composta da roccia e ghiaccio e che gli stessi elementi sono distribuiti in modo omogeneo dal centro fino alla superficie dell'astro. Gli scienziati sostengono poi che Titano, in tutta la sua storia, non ha mai superato la temperatura di 1'200 gradi Kelvin (un po' più di 800 gradi centigradi).Stando a Iess, tutti questi elementi porterebbero a considerare l'idea che Titano si sia formato in tempi più lunghi rispetto ad altri pianeti ed altre lune. Pare infatti che la luna di Saturno si sia formata in un milione di anni circa.Interessante anche il panorama presente su Titano. Vi possiamo infatti trovare molte zone collinari, create da elevazioni di 2 - 300 metri, le sue vette raggiungono un massimo di 800 metri. Ma se anche vi fossero vere e proprie regioni montagnose, non durerebbero molto a causa del terreno soffice e plastico del pianeta che le farebbe sprofondare.Iess racconta anche di un mistero. Sostiene infatti la possibilità che sotto la superficie di Titano possa esservi un vero e proprio oceano liquido. Ora agli scienziati l'arduo compito di scoprirlo.In superficie possiamo invece osservare degli immensi laghi di metano, i quali provocano delle piogge metanifere. Un'ambiente inospitale, dunque. Eppure nel metano sono contenute molecole di carbonio, un elemento più che necessario per lo sviluppo della vita. Ma da dove provenga il metano è ancora un mistero per gli scienziati. Infatti Iess spiega che in situazioni normali, il metano sarebbe dovuto scomparire nell'arco di circa un milione di anni. Eppure su Titano c'è sempre stato, c'è e sempre ci sarà. In pratica vi è una vera e propria sorgente che continua ad alimentare la grande luna.Ora i ricercatori dovranno cercare di risolvere questi misteri, senza naturalmente tralasciare le nuove scoperte.
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