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"Tg5, sul botulino servizio tendenzioso o ignoranza?"
Redazione
12 anni fa
Se lo chiede un gruppo di chirurghi estetici italiani, che con una nota ribattono a quanto detto su Canale 5 nella giornata odierna.

È da sempre un tema controverso: c’è chi è a favore del ringiovanimento ad ogni costo, o quanto meno è convinto che ricorrervi non sia dannoso, chi invece la addita come un male pericoloso per la salute. La chirurgia plastica sovente torna a far parlare di sé, questa volta si è presa la ribalta di Tg5 di Mediaset, a seguito degli interventi cui si è sottoposta l’attrice Renée Zellweger (nella foto)

Un gruppo di chirurghi, però, non è d’accordo con quanto detto, e fa sentire perentoriamente la propria voce. Si tratta di Mario Pelle Ceravolo, Fabrizio Malan, Maurizio Priori, Massimo Signorini ed Emanuele Bartoletti, che iniziano il loro lungo intervento affermando di aver “assistito all’ennesimo caso di disinformazione mediatica su un tema importante e che riguarda molte migliaia di persone nel nostro Paese. Tramite un servizio denso di inesattezze e gravi errori scientifici, la testata giornalistica ha cavalcato l’onda del preconcetto e dello scandalo, mostrando un servizio sulle star hollywoodiane sottoposte a trattamenti estetici che vengono definite con termini quali “volto reimpastato” o addirittura “mostri”. Un atteggiamento quanto meno irrispettoso nei confronti delle protagoniste”.

Ma il punto contestato e controverso del servizio del Tg5 riguarda il botulino. “Tutti i medici che lavorano in campo estetico sanno benissimo che i veri pericoli dei trattamenti iniettivi non nascono dal botulino, il quale, ed è ampiamente provato da circa trent’anni di ricerche scientifiche, ha un profilo di sicurezza elevatissimo. Gli operatori del settore sanno altresì che le moderne tecniche di chirurgia plastica, purché applicate da professionisti seri e preparati, sono capaci di offrire i miglioramenti richiesti senza creare né mostri né caricature”.

Si chiedono se “un servizio così tendenzioso non sia frutto di una vera e propria volontà di sfruttare l’arma dello scandalo pur di fare audience. L’unica alternativa, infatti, è che il servizio sia frutto di semplice ignoranza, come dimostrerebbe indicare il continuo utilizzo del termine Botox, che è il nome commerciale di una singola tossina botulinica, peraltro non in commercio in Italia per uso estetico. Che si tratti di volontà mistificatoria o di mancanza di conoscenza del tema, non è comunque accettabile che servizi di così scarso valore informativo vengano proposti al pubblico italiano, che ha il diritto ad una corretta informazione su temi che lo riguardano così da vicino come la salute”.

Passando al lato morale legato al combattere con il bisturi il trascorrere degli anni, i medici affermano che “il processo di invecchiamento è e deve essere vissuto come naturale. Tuttavia, naturale è anche la voglia di rallentarlo tramite pratiche mediche che, se effettuate con l’aiuto di professionisti preparati, sono sicure per la salute e molto efficaci per il benessere, anche psicologico, delle persone che vi si sottopongono. Secondo tutti i nostri codici etici, l’azione del professionista in tema di ringiovanimento non può e non deve stravolgere l’aspetto del paziente. Scopo fondamentale è quello di prevenire, educare e solo poi correggere. E la correzione deve esclusivamente aiutare i pazienti a portare bene la propria età, oltre che correggere esclusivamente le imperfezioni: qualsiasi stravolgimento non fa parte della buona pratica clinica delle specialità che agiscono in estetica. I trattamenti estetici sono una realtà importante per la salute psicologica di molte migliaia di persone in Italia e nel mondo, occorre maggiore rispetto nel trattarli, anche mediaticamente”.

La nota si conclude sottolineando come in Italia si ponga maggior attenzione rispetto ad altri paesi sul fatto di dover operare in modo rispettoso dell’aspetto estetico caratteristico dell’età di ogni paziente.

Con ogni probabilità, dopo questo botta e risposta, ciascuno continuerà a pensarla a modo suo: chirurgia estetica sì o no? Oltre alla sicurezza, si deve tener conto della voglia di ciascuno di accettare o meno l’incidere della vecchiaia, di norme morali e buon gusto soggettivo.

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