
Lo ha sempre venerato come il suo idolo. Ha amato ogni western da lui girato, tanto da trarne più volta ispirazione nei sui film. Di certo, Quentin Tarantino non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'indiscusso e grande Maestro del cinema western puro, Sergio Leone. Come non ha mai nascosto la sua ammirazione per il genere western in generale. Non stupisce dunque che anche il regista de Le Iene ha voluto girare il suo personale western, Django Unchained.Certo, il western di Tarantino è un western per un pubblico moderno. Che differisce da quelli del Maestro per eccellenza. Ma lo stesso Quentin asserì che: "Non credo che riuscirò mai ai girare qualcosa di lontanamente simile al triello finale de Il buono, il brutto, il cattivo, ma sognare è lecito".Senza nulla togliere al regista più pulp di Hollywood (che comunque ha basato - non copiato - la pellicola sul film Django di Sergio Corbucci), non si può certo dire che dopo gli innumerevoli film firmati Leone sia evidente girare un western che sia originale. Ma Tarantino lo ha fatto, adattando un genere cinematografico ormai sorpassato per un pubblico moderno, nuovo. Insomma, il genio che ha letteralmente stravolto la storia con il suo Bastardi Senza Gloria, non smette di stupire.Per altro notevole il cast del suo Django Unchained, che vede recitare Jamie Foxx, Leonardo DiCaprio, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Kurt Russell e Kerry Washington. Un insieme di mostri sacri del cinema per l'ennesimo film che entrerà nella storia. Perché che piaccia o meno, tutti i film del geniale estimatore di B Movie sono finiti nella storia del cinema. Del resto, lo stesso Quentin, nel corso dell'assegnazione alla Palma d'Oro per Pulp Fiction, disse: "Il mio cinema o si ama o si odia".Ed il momento della verità per la sua prima pellicola totalmente western si avvicina sempre più. O si odierà, o si amerà. Esattamente come tutti i suoi film. Perché anche qui si nota l'immancabile tocco del regista più controverso della costa occidentale.La trama di Django Unchained si svolge due anni prima della guerra di secessione. Il tutto si svolge negli stati del grande sud, dove lo schiavismo imperversa indisturbato. Jamie Foxx, che interpreta Djungo, è uno schiavo il cui destino sta per cambiare grazie ad un dentista molto particolare. Il dentista, interpretato da Christoph Waltz, è infatti un cacciatore di taglie (un chiaro riferimento al celebre personaggio del far west Doc Holliday). Proprio il cacciatore di taglie, il cui nome nel film è Dr. King Schultz, aiuta Django a fuggire da alcuni commercianti di schiavi. Il tutto ha però il suo prezzo. Schultz non libera Django per semplice solidarietà, ma perché sulle tracce di due assassini. Django è, insomma, un mezzo per incassare la ricca taglia posta sulla testa dei fratelli. In cambio del suo aiuto, Schultz aiuterà Django a trovare sua moglie, anch'essa rapita per divenire schiava.Insomma, un film comunque curioso, fatto di schiavi, vendette, taglie e tanta polvere da sparo (il trailer nella sezione video).
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