
L’arte antica dei grandi tamburi taiko:La Stagione autunnale di Chiasso Musica è inaugurata da una formazione giapponese di musica e danza fondata da Marco Lienhard nel 1995, che ha incantato il pubblico di tutto il mondo: i Taikoza. La ricchezza e la forza dei ritmi che scaturiscono dai taiko creano un’elettrizzante energia che trasporta gli ascoltatori in una dimensione sorprendente, e per nulla scontata, di eccitazione musicale.Con il termine taiko (letteralmente “grande tamburo”) si indica una vasta categoria di tamburi dal corpo cilindrico o a barile di dimensioni molto diverse tra di loro, che vengono suonati con due mazze, tenute ciascuna in una mano. Poiché per noi il suono del tamburo è altrettanto fondamentale del battito cardiaco, alcuni sostengono che i primi strumenti musicali usati dalle varie culture in tutto il mondo siano in genere a percussione. È quindi possibile che i precursori dei tamburi taiko risalgano ad almeno due o tremila anni fa, nel profondo della preistoria del Giappone.Come la maggior parte delle tradizioni percussive di origini primitive, il taiko partecipa a quasi tutti gli aspetti della vita, dalla nascita alla morte. I tamburi taiko incitarono le truppe ed intimidirono i nemici sui campi di battaglia, invitarono la gente alle feste e suonarono alle cerimonie per la semina del riso, scacciando con il loro fragore gli insetti e risvegliando gli spiriti della pioggia. In alcune tradizioni buddiste, il rimbombante suono del tamburo rappresentava la voce di Buddha e nei santuari shintoisti accompagnava le preghiere alle divinità.Non solo la musica taiko oltrepassava i confini tra umano e divino, ma era utilizzata per definire lo spazio terreno. Nell’antico Giappone, la distanza che raggiungeva il suono del tamburo taiko suonato nel tempio del villaggio, determinava i confini della città. È ovvio che l’importanza della città fosse determinata dal tamburo più potente.Un esplosivo ensemble all’insegna dell’amore per il taiko:Dalla ricca tradizione musicale giapponese i Taikoza attingono elementi per la loro performance. Ai taiko, che possono anche essere delicati “come fiocchi di neve” nonostante la loro mole impressionante, si abbinano i flauti di bambù shakuhachi e fue e lo strumento a 13 corde koto in un emozionante e spettacolare impasto sonoro.Alcuni membri degli Ondekoza, il prestigioso gruppo internazionale che ha guidato la rinascita del taiko in Giappone negli anni ’60 e che lo ha presentato al mondo, hanno formato i Taizoka nel 1995 a New York.L’amore per i tamburi taiko e il desiderio di infondere nuove energie alle sue possibilità espressive unisce questi musicisti di diversi paesi e background. Con migliaia di concerti in Europa, Asia e Nord America, che li portano su alcuni dei più prestigiosi palchi del mondo, e le loro attività educative, i Taikoza diffondono l’eccitante arte del taiko e la conoscenza della cultura giapponese.Marco LienhardNato in Svizzera, Marco Lienhard è stato un membro degli Ondekoza dal 1981 al 1994.Musicista professionista di taiko in Giappone, ha studiato lo shakuhachi e il fue con i maestri Katsuya Yokoyama e Teruo Furuya. Ha anche studiato il fue e la nohkan (il flauto del teatro Nô) con Masayuki Isso.È diventato un virtuoso solista riconosciuto a livello internazionale. Ha infatti suonato alla Carnegie Hall, al Lincoln Center, alla Boston Symphony Hall, all’Osaka Castle Hall e all’Hong Kong Cultural Center.Nel 1995 ha dato vita all’ensemble Taikoza. Nel 1999 ha fondato l’East Winds Inc., un’organizzazione finalizzata alla conoscenza delle arti giapponesi e asiatiche nel mondo.Masayo IshigureLa suonatrice di koto Masayo Ishigure è nata a Gifu, in Giappone, e ha cominc
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