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Svizzera preoccupata per l’annessione della Cisgiordania
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
6 anni fa
Il timore è che il progetto possa scatenare violenze e destabilizzare l’intera regione

La Svizzera teme che il piano di annessione di una parte della Cisgiordania da parte di Israele possa scatenare violenze e destabilizzare l’intera regione. È quanto ha sottolineato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga nel corso di colloqui telefonici separati avuti oggi con il presidente israeliano Reuven Rivlin e giovedì scorso con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Stando a una nota odierna del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), nelle conversazioni con il presidente israeliano Rivlin, Sommaruga ha sottolineato come l’annessione di parte della Cisgiordania sia in contrasto con il diritto internazionale e ostacoli la ripresa dei negoziati.

Secondo un accordo della nuova coalizione al governo in Israele, i piani di annessione possono essere presentati al governo e al parlamento per l’approvazione a partire da ieri. A causa di disaccordi interni non è tuttavia stata presa ancora alcuna decisione. E le discussioni su questo punto continueranno nei prossimi giorni. In entrambe le conversazioni, la presidente della Confederazione ha riaffermato la disponibilità della Svizzera a offrire i suoi buoni uffici per favorire la ripresa dei colloqui tra Israele e le autorità palestinesi.

L’impegno della Svizzera per una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi è finalizzato ad attuare la soluzione dei due Stati - come stabilito dal diritto internazionale e dalle relative risoluzioni dell’ONU, si legge nella nota del DATEC. La Svizzera - ha puntualizzato Sommaruga - è pronta a riconoscere eventuali altre soluzioni al conflitto soltanto se queste sono frutto di un accordo tra le parti in causa. Il governo di Israele sta prendendo in considerazione un piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che prevede l’annessione di circa il 30% del territorio della Cisgiordania che fu conquistato da Israele nella Guerra dei Sei Giorni del 1967. Il restante 70% dovrebbe far parte di uno Stato palestinese, ma a severe condizioni. I palestinesi respingono fermamente il piano, che a loro avviso è troppo favorevole a Israele. I principali rappresentanti delle due organizzazioni rivali palestinesi, Fatah e Hamas, hanno tenuto oggi una rara conferenza stampa congiunta per protestare contro i piani di annessione di Israele.

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