Cerca e trova immobili
Magazine
Succhi di frutta: pericolo antimonio
Redazione
16 anni fa
I ricercatori svedesi hanno trovato antimonio in 42 succhi di 16 marche diverse

Pessima notizia per chi pensava di fare la scelta giusta acquistando i succhi di frutta. Stando ad una ricerca danese dell'Università di Copenaghen, sono state riscontrate elevate concentrazioni di antimonio, superiori ai limiti UE, in 42 succhi di frutta di 16 marche diverse.Benché l'Unione Europea abbia stabilito il limite nei confronti dell'acqua, il pericolo di antimonio è rappresentato anche per i succhi di frutta. L'antimonio è una sostanza semi-metallica ed è utilizzato soprattutto per produrre i sensori ad infrarossi. Stando a precedenti ricerche, l'antimonio può essere un fattore di rischio per tumori e problemi cardiovascolari, dunque che sia contenuto nei succhi o nell'acqua, fa ben poca differenza per il nostro organismo. I risultati della ricerca danese sono stati pubblicati sulla rivista "Journal of Environmental Monitoring".Stando ai ricercatori, l'ipotesi più plausibile atta a spiegare tali concentrazioni di antimonio risiede negli imballaggi. Presi in particolare attenzione quelli in Pet, cioè composti da polietilene tereftalato, ed in Tetra pak.E' interessante constatare che i maggiori livelli di antimonio si sono registrati nei succhi di frutta maggiormente ricchi di carboidrati. Questo porta a supporre che siano proprio i carboidrati ad agevolare il passaggio dell'antimonio dall'imballaggio al prodotto.Ma i ricercatori dicono comunque di prendere con le pinze queste teorie. In determinati succhi hanno riscontrato livelli di antimonio superiori di 17 volte ai limiti imposti dall'UE. Ciò può si significare che determinati prodotti siano stati contaminati dall'imballaggio; ma vista la quantità potrebbe anche voler dire che lo stesso era già presente prima dell'imbottigliamento. Ci vorranno dunque ulteriori studi al fine di comprendere da dove derivi effettivamente questa contaminazione; se sia dunque colpa degli imballaggi o se invece si tratti di un fattore ambientale.Infine il suggerimento dell'esperta Catherine Leclerg, ricercatrice presso l'INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti), la quale sostiene che indipendentemente dalla presenza o meno di antimonio, per quanto riguarda la propria salute ma anche quella ambientale, è meglio bere l'acqua del rubinetto e consumare la frutta normalmente, piuttosto che sotto forma di succhi.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata