
La caduta dell'impero romano non sarebbe stata causata solo dai popoli barbari, come abbiamo fino a ora studiato sui testi di storia. A contribuire alla caduta di uno dei più grandi imperi che il mondo abbia conosciuto ci ha pensato anche una serie di calamità naturali. Questo quanto rivela uno studio condotto dal dottor Michael Sigl, del Desert Research Institute di Reno e del Paul Scherrer Institute in Svizzera. La ricerca è stata pubblicata su Nature.
Secondo il ricercatore, tra il 500 a.C. e il 1000 d.C. vi furono 15 tra le 16 estati più calde. Tutte precedute da forti eruzioni vulcaniche. Mentre successivamente alle eruzioni, la temperatura calava drasticamente. Questa serie di sbalzi climatici avrebbe favorito una crescita di epidemie e carestie che, a lungo andare, hanno logorato l'impero romano.
Sigl spiega: "Abbiamo osservato almeno due grandi eruzioni vulcaniche intorno a quel periodo storico e l'abbassamento di temperature che ha raffreddato la terra è stato provocato da particelle di solfato vulcanico che hanno ricoperto la parte più alta dell'atmosfera e hanno schermato i raggi del sole facendo da scudo".
Per ora sarebbe ancora una teoria. Ma se in futuro fosse verificata i libri di storia andrebbero riscritti.
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