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Storia di uno svizzero che conquistò l'America
Redazione
18 anni fa
Milano dedica una mostra a Robert Frank, fotografo svizzero che trasferitosi negli States seppe raccontarli e commuoverli innovando il linguaggio fotografico

A Palazzo Reale a Milano, fino al 18 Gennaio 2009, è possibile visitare “Robert Frank. Lo stranero americano”, un’esposizione di una centinaia di foto che provengono dal Fotomuseum Winterthur e dal Fotostiftung Schweiz di Zurigo dell’artista helvetico dagli anni ’60 in poi. E' la più importate mostra a lui dedicata in Europa e comprende le 83 fotografie che compongono il celeberrimo volume “Les Americans”, pubblicato da Delpire a Parigi nel 1958. Questo lavoro fu il frutto della borsa di studio che Robert Frank ottenne (fu il primo europeo ad ottenerla) dalla Fondazione Guggenheim di New York, che gli permise di viaggiare per due anni, fra il 1955 ed il 1956, in 48 Paesi degli Stati Uniti d’America scattando oltre 24.000 fotografie. Scatti allo stesso tempo crudi e delicati che restituiscono l’idea di un Paese contraddittorio affrontando temi come il nazionalismo, la multirazzialità, la trasgressione e la solitudine. Nelle sue immagini, dal forte sapore di documentazione sociale ed allo stesso tempo di sperimentazione formale, ritroviamo una visione piu' intima della quotidianità degli States, che Frank descrive come fino ad allora nessuno aveva mai saputo fare. Le sue fotografie, cosi' volutamente contrastate, hanno sconvolto un paese ipnotizzato dall'american dream e hanno contribuito all'evolversi di una fotografia piu' autentica e schietta. Durante il suo viaggio conobbe diversi artisti, fra cui J.Kerouac, che scrisse l’introduzione alla successiva pubblicazione in America del volume con il titolo “The Americans”. L’incontro con questo ed altre personalità della Beat Generation spinse Frank ad abbandonare la fotografia per iniziare a dedicarsi alla produzione di lungometraggi come il suo primo film “Pull My Daisy” (1959), considerato il padre del “New American Cinema”, ed “About Me: A Musical” (1971), filmati presenti alla retrospettiva milanese."Il genio dell'artista consiste nel guardare il mondo che condivide con noi. L'illusione della fotografia e' tutt'uno con la realtà del nostro mondo quotidiano. Le fotografie parlano di fotografia, dell'artista, delle sue immagini, di noi. Come tutta la grande arte che racconta la condizione umana, porta in se' l'identità dell'artista. Non sono vedute anonime. Non sono posti e gente anonimi. Sono le parole del poeta, sontuosamente ambigue e perfettamente bilanciate - declamate, incorniciate sul muro, tenute in mano, stampate sulla pagina" Robert Frank. Robert Frank e' nato nel 1924 a Zurigo ed e' fotografo e regista fra i piu' famosi a livello internazionale. Inizia giovanissimo come assistente fotografo in Svizzera, ma già nel 1947 sbarca a New York dove inizia la sua fulminea carriera. Viene ingaggiato come fotografo di moda per Harper's Bazaar, ma parallelamente si dedica al reportage. È il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio annuale della Fondazione Guggenheim di New York, grazie alla quale puo' viaggiare attraverso gli Stati Uniti d'America dal 1955 al 1956. Come accompagnatori, in questo lungo viaggio per le strade e per i volti americani, ha personaggi del calibro di Jack Kerouac, che scriverà l'introduzione per il volume The Americans, una selezione di 83 fotografie pubblicata nel 1958 a Parigi da Delpire (Les Ame'ricains). Dalla fine degli anni Cinquanta rivolge al cinema underground gran parte della sua ispirazione creativa, dirigendo sedici film che si sono presto convertiti in cult-movie. SKA

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