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Stop ai ristorni, oltreconfine c'è preoccupazione
Stop ai ristorni, oltreconfine c'è preoccupazione
Stop ai ristorni, oltreconfine c'è preoccupazione
Redazione
7 anni fa
Anche quest'anno si deciderà se bloccarli o meno e in Italia c'è chi è sul chi vive. Cattaneo: "Berna non farà cambiare idea al Ticino"

Come ogni anno, in Ticino e nella fascia di confine si torna a discutere del blocco dei ristorni. Minacciato, invocato o temuto, l'altolà al versamento non è mai divenuto realtà anche se, va detto, in questi ultimi mesi la proposta, vero e proprio cavallo di battaglia della destra cantonale, ha fatto parzialmente breccia anche presso altre forze politiche. Lo scorso 25 gennaio, ad esempio, vista l'impasse sull'accordo fiscale con l'Italia il PLR aveva annunciato l’intenzione di proporre al Consiglio di Stato di disdire l’accordo del 1974 sui ristorni dei frontalieri.

Affermare che questa volta qualcosa potrebbe muoversi è decisamente prematuro. D’altronde dal 2011 – anno del raddoppio leghista in Consiglio di Stato, con annesso blocco parziale – lo stop al versamento è stato deciso solo una volta. Oltreconfine, però, c’è chi è sul chi vive. “Il pericolo è più che concreto. Già perché questa volta davvero Bellinzona pare intenzionata a dare un segnale forte all’Italia, bloccando o in alternativa congelando parte dei ristorni dei frontalieri, moneta sonante di vitale importanza per Comuni e realtà di confine, specie per i piccoli”, evidenzia La Provincia di Como nella sua edizione odierna.

Entro fine mese a Palazzo delle Orsoline verrà deciso se e quanto pagare (si parla di circa 84 milioni di franchi) e il timore è che Berna “difficilmente interverrà per far cambiare idea al Ticino”, come avvenuto nel 2011. “Questo perché anche il Governo federale è stupito ed allarmato per il mancato via libera definitivo da parte dell’Italia circa il nuovo accordo fiscale con la Svizzera – ha sottolineato Roberto Cattaneo, segretario della Uil Frontalieri di Como, al foglio lariano - Credo che il blocco o, in alternativa, il dimezzamento dei ristorni rappresenti una scelta annunciata”.

Cattaneo punta il dito contro “alcuni irresponsabili che non hanno previsto che questo blocco alla fine sarebbe stata l’unica “arma” in mano al Ticino per reagire contro lo stop al nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera”, parafato ormai più di 3 anni fa. “Mi riferisco in particolare alla Lega e ancor più nel dettaglio ai leghisti lombardi, interessati soltanto ai voti dei frontalieri. Ho notizie certe sul fatto che Berna sia stupita e allarmata per il silenzio dell’Italia. E di sicuro il Governo federale, prima di intervenire ancora nel tentativo di rimediare al nuovo stop ai ristorni, chiederà a Roma: che facciamo, riprendiamo o no la trattativa sul nuovo accordo?”.

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