
Che i videogiochi cominciassero a imitare il linguaggio filmico era inevitabile. Come la televisione prima di lei, anche l’industria videoludica ha iniziato a trarre ispirazione dal grande schermo per sfruttare al meglio il proprio potenziale visivo, pescando a piene mani da western, fantascienza, film apocalittici e anche un po' da Tarantino (che fa genere a sé). Uno dei primi professionisti del settore a lanciarsi nell'interessante tentativo di coniugare una componente narrativa di forte impatto cinematografico con quella tipicamente ludica dei videogiochi è stato Hideo Kojima, game designer giapponese con un sogno nel cassetto: diventare un regista.
Il creatore della saga Metal Gear non ha mai nascosto di essere un appassionato di cinema (basta leggere la descrizione sul suo account Twitter per capirlo). Non avendo avuto la fortuna di nascere all’ombra della collina recante la scritta Hollywood, ha deciso di riversare la sua enorme passione per il mondo cinematografico nella realizzazione di videogiochi, una delle industrie più in fermento nel Giappone di fine anni ’90.
Le ambizioni registiche di Kojima-san sono evidenti già a partire da Metal Gear Solid, il primo capitolo della saga a sfoggiare una grafica in tre dimensioni. Il titolo diventa immediatamente un classico, grazie a personaggi umani, troppo umani pur avendo volti fatti da una manciata di poligoni, a una straordinaria capacità di coinvolgere e allo stesso tempo divertire il giocatore, e una trama che sembra scritta da Tom Clancy: spionaggio, segreti militari a profusione e elementi fantascientifici creano un mix assolutamente irresistibile per qualsiasi appassionato di spy stories.
L’impostazione cinematografica diventa sempre più evidente negli episodi successivi. Sia il comparto visivo che quello sonoro vedono un miglioramento costante e a volte esponenziale, costantemente guidati dall'obiettivo di replicare sulle console da gioco il feeling offerto dal grande schermo. Da una parte attraverso la crescente qualità dell’immagine e le scelte di regia, sempre più vicine al linguaggio filmico. Dall’altra grazie alla cura maniacale dedicata tanto alla soundtrack, che a partire da Metal Gear Solid 2 è affidata a Harry Gregson-Williams, quanto al doppiaggio, che di recente ha portato al passaggio di consegne fra David Hayter (doppiatore storico del main character Snake) e niente di meno che Kiefer Sutherland, scelto come nuovo voice actor del protagonista.
Recentemente, lo studio che da anni si occupa dello sviluppo di Metal Gear ha aperto dei nuovi uffici proprio a Los Angeles, e il cerchio si è chiuso: dal cinema ai videogiochi, e di nuovo al mondo cinematografico. Se oggi persino il trailer di un gioco non ha nulla da invidiare a quello di un blockbuster prodotto a Hollywood, un po’ lo dobbiamo anche a un signore occhialuto nato a Tokyo nel 1961: Hideo Kojima, game designer e regista.
(fonte: blog de L'universo, giornale studentesco indipendente)
nella fotografia: Snake a.k.a. Big Boss, il protagonista del nuovo Metal Gear Solid
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