Cerca e trova immobili
Magazine
Spazio: 32 nuovi pianeti extrasolari
Redazione
17 anni fa
Grazie al progetto HARPS sono state scovate 32 superterre extrasolari

Tutta la vicenda parte dal Portogallo, e più precisamente da Porto, luogo in cui si è tenuta la conferenza "Verso altre terre". E' in quest'occasione che i protagonisti del progetto HARPS (High Accuracy Radial Velocità Planet Search) hanno annunciato quello che può definirsi un record a livello spaziale: la scoperta di 32 nuovi pianeti extrasolari.Cos'è un pianeta extrasolare? E' un pianeta che orbita attorno ad una stella, non corrispondente al Sole, facente parte della Via Lattea. Ognuno di questi pianeti, sarebbe una superterra. Nessuno di questi, però, risulterebbe abitabile.Il progetto HARPS iniziò cinque anni or sono sotto la guida di Michel Mayor, dell'Osservatorio di Ginevra. Nel progetto sono coinvolti circa una ventina di astronomi provenienti da tutta Europa.A rendere possibile la scoperta sarebbe stato un particolare strumento installato sul telescopio di 3,6 metri dell'ESO (European Southern Observatory) a La Silla, in Cile (vedi foto).Lo strumento in questione altro non è che uno speciale spettroscopio ad alta risoluzione che consente di visualizzare i piccoli movimenti (solitamente avanti e indietro) che le stelle compiono a causa della rotazione del pianeta che gli gira intorno. Inutile dire che questo spettroscopio è più che preciso, non a caso riusciva a cogliere variazioni di velocità di 3,5 Km/h.Grazie ad HARPS, gli studiosi hanno attualmente contato la presenza di 75 pianeti, in un arco di cinque anni. Questi sarebbero suddivisi in 30 sistemi planetari diversi. Mentre i pianeti extrasolari scoperti finora dai cacciatori del settore, sarebbero 400. E tra questi quattrocento possiamo vedere una moltitudine di pianeti diversi; ve ne sono grandi quanto, o poco più, la nostra Terra, ed altri che superano di più volte la mole di Giove. Insomma, ce ne sarebbe per tutti i gusti. Eppure, pare che nessuno sia abitabile.Nuno Santos, del gruppo di ricerca, sostiene che grazie a queste osservazioni è possibile scovare maggiori indizi sulla formazione dei sistemi solari, che non basandoci, come avvenuto finora, solo ed esclusivamente su considerazioni fatte osservando il nostro.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata