
Inutile negarlo, lo spam è diventato una presenza insopportabile all'interno della nostra posta elettronica. E allora parte la corsa per accaparrarsi i vari metodi di difesa anti spam. Ma quanto risultano effettivamente efficaci questi metodi? E perché nessuno ha mai pensato di utilizzare le stesse metodologie degli spammer ma al fine di bloccare definitivamente questo tormento dettato da gentaglia senza scrupoli?Ed è proprio da questa considerazione che i ricercatori dell'International Computer Institute di Berkeley sono riusciti a sviluppare quello che sembra il sistema perfetto per porre fine ai messaggi spazzatura.Insomma, come dice l'antico detto: "Non c'é miglior difesa che l'attacco!". E allora basta con gli attuali sistemi tutti basati su un approccio difensivo. Basta con filtri e liste nere di indirizzi e-mail sospetti o di termini utilizzati dagli spammer. Questi sistemi ormai non funzionano più.Gli spammer sono furbi, e così corrono ai ripari con software in grado di variare automaticamente i messaggi inviati aggirando così i filtri a cui noi diamo tanta fiducia. E così, contro il nostro volere, ecco giungerci pubblicità di farmaci dagli effetti miracolosi o offerte di lavoro troppo favolose per essere reali. Come detto gli spammer sono senza scrupoli, così tramite le debolezze della società generano false pubblicità di falsi prodotti che promettono di migliorare la nostra vita; e purtroppo la gente che ci casca non è poca.Ma se gli spammer fanno le pentole, ai coperchi ci pensano appunto i ricercatori di Berkeley, i quali hanno voluto andare alla radice del problema (e chi s'intende di giardinaggio sa bene quanto estirpare la radice sia fondamentale nell'eliminare le erbacce). Hanno così realizzato non un, ma il super filtro, capace di rilevare anche la più piccola variazione generata dai diabolici software messi a punto da hacker e spammer. Hanno insomma deciso di abolire il problema ricorrendo al "riverse engineering", la programmazione al contrario.Il sistema messo a punto è considerato efficace al 100%, e ad aver contribuito allo sviluppo dello stesso sono stati proprio gli spammer. I ricercatori, infatti, sono giunti al super filtro grazie all'analisi approfondita di uno dei programmi utilizzati per variare i messaggi di posta elettronica. Il risultato è che nessun messaggio indesiderato ha beneficiato di un accesso per l'Inbox.Ma la grande peculiarità di questo anti spam non risiede solo ed unicamente nella sua efficacia contro gli spam. Attualmente esistono svariati filtri, tra cui molti potentissimi. Il problema di questi è che riescono si a bloccare un'elevata percentuale di posta spazzatura, ma al contempo rischiano di nascondere anche messaggi che invece vorremmo leggere. Il sistema di Berkeley, al contrario, durante il primo test non ha generato nessun falso positivo.
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