
Dare un taglio secco con il fumo regala un immediato beneficio al cuore, soprattutto per le donne. Sarebbe dunque bene dimenticarsi di pipe, sigari, tabacco e sigarette.A sostenerlo è un gruppo di ricerca del Feinstein Institute for Mecical Research of New York; la ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Chest".La ricerca: il team di studiosi ha compreso gli immediati benefici che il cuore ottiene smettendo di fumare seguendo un gruppo di donne fumatrici aventi il desiderio di smettere. Dai primi esami risultavano evidenti le variazioni di determinati biomarcatori correlati a disturbi di tipo cardiovascolare.Ma i test successivi, effettuati su quelle signore che effettivamente erano riuscite a smettere di fumare, mostravano che questi biomarcatori si erano ridotti notevolmente e, dunque, si erano ridotti anche i rischi di problemi cardiovascolari.Il concetto che fumare fa male, naturalmente, è più che noto, se non quasi stantio; a non esserlo, però, è la lista delle malattie provocate da questa malsana consuetudine; lista che, con il progredire delle ricerche volte in tal senso, tende ad allungarsi sempre più.Per coloro che desiderano realmente smettere di fumare, è doveroso dire che non bisogna buttarsi a capofitto in relative tecniche farmacologiche. Infatti sussiste il rischio di subire effetti collaterali anche gravi, quasi quanto il fumo stesso che si tenta di combattere.E' bene dunque affiancare la terapia farmacologica a quella di tipo psicologico educativa; ancora meglio sarebbe dedicarsi solo ed esclusivamente a quella psicologica, tralasciando totalmente farmaci vari.E la cosa non è impossibile; anche alle nostre latitudini sono infatti presenti dei centri specializzati nel supporto psicologico rivolti proprio a questo genere di problematiche. Questi centri molto spesso possono sopperire il desiderio di fumo senza l'ausilio di medicinali, graffette o altre sostanze.In fondo non dobbiamo dimenticare che la dipendenza da nicotina è psicologica e non fisica, nonostante la stessa vada poi a ripercuotersi negativamente su entrambe.E' anche importante che i fumatori si rendano conto che il fumo non è né un vizio, né tanto meno un'abitudine; è semmai una vera e propria tossicodipendenza o, detta in termini meno drammatici, una malattia. Questo, almeno, è quanto afferma la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).Allarmanti i dati raccolti dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, da cui risulta che, negli ultimi anni, è in aumento il numero di donne fumatrici nei Paesi sviluppati, la cui mortalità raggiunge picchi dell'80-90% rispetto le donne non fumatrici.Vediamo di capire meglio che cos'è il fumo prodotto dal tabacco: questo è un micidiale aerosol composto da circa 4000 sostanze nocive.Noi non possiamo certo elencarle tutte, ma vediamone alcune, a cominciare da quelle cancerogene (che favoriscono il rischio di tumore), come: idrocarburi aromatici policiclici; nitrosamine; benzopirene e benzoantracene (sostanze non tanto difficili da ritrovare tra gli ingredienti degli insetticidi).Poi vi sono sostanze irritanti, quali: l'acido cianidrico; l'acetaldeide; la formaldeide e l'ammoniaca.L'insieme di queste sostanze comporta un'alterazione a livello di mucosa bronchiale, dando così origine ad una maggiore produzione di muco (catarro). Oltre ciò provocano l'infiammazione dei bronchi stessi.Vi è poi il fattore monossido di carbonio, il quale va a legarsi direttamente all'emoglobina, responsabile del trasporto di ossigeno all'interno del nostro corpo, questo processo genera la carbossiemoglobina. Ciò determina un minore apporto di ossigeno all'interno del corpo. Il fumatore deve inoltre considerare che il monossido di carbonio si lega all'emoglobina 200-300 volte meglio dell'ossigeno stesso. La carbossiemoglobina è responsabile dell'ipossia anemica che, a sua volta, può
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