
Mercoledì pubblicammo un articolo che poneva dubbi sul fatto che le nuove smart TV di Samsung raccogliessero dati vocali. Per poi inviarli a una ditta che si occupa di ottimizzare i comandi vocali che consentono di evitare l'uso del telecomando.
La risposta di Samsung non si è fatta attendere. E tiene a sottolineare quanto la privacy dei loro utenti sia di primaria imprtanza per l'azienda.
La risposta di Samsung: "Samsung prende la privacy dei consumatori molto seriamente. In tutte le nostre Smart TV la raccolta dati è svolta con la massima trasparenza. Il cliente ha inoltre la possibilità di scegliere tra varie opzioni, ottimizzate ai fini dell'utente stesso. Potendo scegliere anche di rinunciare a un determinato servizio. La nostra azienda garantisce l'uso di servizi di sicurezza standard, compresa la crittografia dei dati per impedire la raccolta e l'utilizzo non autorizzato degli stessi. Il riconoscimento vocale, che consente all'utente di controllare il televisore senza l'uso del telecomando, è una caratteristica comune delle nostre Smart TV. Caratteristica che può essere attivata o disattivata dall'utente. I comandi vocali delle Smart TV si limitano a riconoscere comandi TV o frasi di ricerca. E' inoltre facile capire se la funzione è attivata o meno, grazie all'icona del microfono che appare sullo schermo. Samsung non conserva registrazioni o dati, né li vende a terzi. Se un consumatore utilizza la funzione comandi vocali, i dati vengono trasmessi a un server che ricerca il contenuto richiesto e lo invia al televisore".
Nulla a che vedere con il futuro ipotizzato da George Orwell nel romanzo '1984', o con la letale intelligenza artificiale Hal 9'000 di '2001 Odissea nello Spazio' di Stanley Kubrick. E se proprio non si vogliono correre rischi, è sufficiente disattivare il riconoscimento vocale.
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