
"Cannes fa politica? Sono gli autori ad essere cittadini e a leggere da artisti il nostro tempo. Non siamo noi a fare la politica, noi selezioniamo i film migliori, giudichiamo la qualità dell'opera": è il benvenuto di Thierry Frémaux, delegato generale del Festival di Cannes che prenderà il via questa sera con la 77esima edizione, madrina Camille Cottin, presidente di giuria Greta Gerwig, autrice del fenomeno Barbie, Pierfrancesco Favino giurato italiano. Su il sipario con la commedia grottesca Le Deuxieme Act del genio folle Quentin Dupieux con superstar francesi come Lea Seydoux, Vincent Cassel e Louis Garrel. Il discorso di Frémaux è logico e neppure inedito, la selezione del cinema migliore è la vocazione di un festival come Cannes, ma è anche un dato di fatto che in queste quasi due settimane sulla Croisette si vedrà di tutto, un concentrato di politica, ad alto rischio di polemiche. Come sempre, più di sempre. Le Palme d'oro onorarie quest'anno andranno all’attrice Meryl Streep, allo studio d’animazione Ghibli e al creatore di Star Wars George Lucas. La kermesse terminerà il 25 maggio.
Violenze sessuali, abusi e parità di genere
Il Metoo è un fronte caldissimo a cominciare dal cortometraggio partecipato Moi Aussi ossia MeToo dell'attivista francese Judith Godrèche che ha denunciato la violenza sessuale di Benoit Jacquot e Jacques Doillon quando lei aveva solo 15 anni. Godrèche, inserita all'ultimo nel festival quando già impazzavano rumors di notizie di scandali di abusi che usciranno nei prossimi giorni, ieri mattina era a Parigi con un centinaio di attiviste a chiedere le dimissioni di Dominique Boutunnat che sarà processato a giugno per aggressioni sessuali, ma intanto è al suo posto di presidente del Cnc, il centro nazionale del cinema. A Cannes si prevedono altri presidi oltre al lancio il 17 del nuovo studio sulla parità di genere nel cinema francese, dopo quello clamoroso di cinque anni fa, del Collectif 50/50, esempio di scuola in tutto il mondo. E i lavoratori dei festival francesi, che sono molti e precari, hanno già fatto sapere di azioni di protesta sulla Montée des Marches, mentre Frémaux ha assicurato di essere dalla loro parte "per una migliore equità e giustizia salariale".
Il film-denuncia senza censure
Non è solo questo ma tanto altro. La notizia dell'ultima ora riguarda Mohammad Rasoulof, il celebre regista iraniano che ha in concorso il top secret e senza visto di censura 'Il seme del fico sacro', appena condannato dal regime degli ayatollah a 8 anni di carcere e alla fustigazione, si è reso irreperibile e ha confermato di essere riuscito a lasciare il suo paese d'origine e di trovarsi attualmente in una località segreta in Europa. E potrebbe addirittura essere clamorosamente presente all'anteprima mondiale del festival. Rasoulof denuncia senza giri di parole che "la Repubblica islamica ha preso di mira le vite di manifestanti e attivisti per i diritti civili. È difficile da credere, ma proprio in questo momento mentre scrivo, il giovane rapper Toomaj Salehi è detenuto in carcere ed è stato condannato a morte.Prima che i servizi segreti della Repubblica islamica venissero informati della produzione del mio film, un certo numero di attori è riuscito a lasciare l'Iran. Tuttavia, molti degli attori e degli agenti del film sono ancora in Iran e il sistema di intelligence sta facendo pressione su di loro con minacce e perquisizioni" ha detto il regista dall'esilio che si appella al sostegno delle organizzazioni cinematografiche internazionali.
La pellicola sulla resilienza del popolo ucraino
Sulle guerre c'è il film militante L'invasione (un titolo che già spiega tutto) dell'ucraino Sergei Loznitsa che descrive la vita della popolazione civile in tutta l'Ucraina, mostrando la resilienza del suo popolo di fronte all'invasione russa, e il politicamente scorretto La belle de Gaza di Yolande Zauberman, storia Lgbt tra Tel Aviv e Gaza. Non ci sono film da Israele, ha provocato Fremaux un giornalista, per il timore di manifestazioni? "Abbiamo scelto i film migliori, la risposta è questa, nessuna scelta politica", ha ribadito il direttore di Cannes.
La battuta sulle presidenziali Usa
La battuta più bella, che smonta i furori militanti, arriva sul finale. Crede che The Apprentice di Ali Abbasi sul giovane Trump (interpretato da Sebastian Stan) possa essere un disturbo nelle elezioni americane? "È utopia - ha risposto -: vi ricordo che nel 2004 Michael Moore vinse la Palma d'oro con Fahrehneit 9/11 e George Bush ebbe un mandato presidenziale finito solo nel 2009".
Quattro film svizzeri in concorso
Sono quattro i film svizzeri inclusi nella selezione ufficiale del Festival di Cannes: oltre a "Sauvages" di Claude Barras, vi saranno anche "Procès du chien" di Laetitia Dosch, "The Shameless" di Konstantin Bojanov e "Las novias del sur" di Elena López Riera. Il regista vallesano ripete quanto fatto con "La mia vita da Zucchina" del 2016: anche la sua nuova pellicola d'animazione "Sauvages" avrà infatti la sua prima proiezione pubblica al Festival di Cannes. Barras presenta una favola ecologica ambientata nel cuore della foresta tropicale del Borneo. "La mia vita da Zucchina", che è stato visto da circa 100'000 spettatori in Svizzera e da un milione in Francia, era stato proiettato a Cannes nella sezione parallela del Festival Quinzaine des Réalisateurs (rinominata Quinzaine des Cinéastes nel 2023). "Una proiezione a Cannes in occasione dell'uscita di un film, è qualcosa di piuttosto straordinario", ha detto Barras a Keystone-ATS. Il regista - il cui film verrà proiettato nel corso delle "Séances spéciales", che fanno parte della selezione ufficiale, nella sala Agnès Varda - si recherà a Cannes proprio quando la Svizzera è uno degli ospiti d'onore del Mercato del Cinema, che si tiene a margine del Festival. Barras si rallegra di questo riconoscimento per il cinema elvetico "che attraversa alti e bassi perché siamo un Paese piccolo, con un mercato frammentato a causa delle lingue".
Le altre pellicole rossocrociate
Il film "Le procès du chien" di Laetitia Dosch sarà proposto nella sezione "Un certain regard". In questo suo primo lungometraggio, l'attrice e regista franco-svizzera interpreta l'avvocata Avril, che si trova a difendere nientemeno che un cane. La pellicola è coprodotta, fra gli altri, da Lionel Baier (della società Bande à part Films) e dalla televisione romanda RTS. Sempre nella sezione "Un certain regard" sarà presente anche "The Shameless" di Konstantin Bojanov. Non è la prima volta che il regista bulgaro partecipa alla kermesse cinematografica francese: nel 2011 vi aveva presentato in anteprima alla Semaine de la Critique il suo primo lungometraggio "Avé". Nella sua ultima pellicola "The Shameless", coprodotta dalla romanda Akka Films e dalla RTS, ci porta in India dove narra di una storia di prostituzione e amore proibito. L'ultima pellicola elvetica a Cannes è la coproduzione ispano-svizzera "Las novias del sur", selezionata per la Settimana Internazionale della Critica. La regista svizzero-spagnola López Riera lascia che siano le donne in età matura a parlare del loro matrimonio, della loro prima volta e del loro rapporto con la sessualità. Pone la questione del proprio matrimonio e dell'assenza di figli.

