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Sì ai conti cantonali, ma non mancano scintille
Lugano, 22 settembre 2020 - Gran Consiglio al palazzo dei Congressi © CdT/ Chiara Zocchetti
Lugano, 22 settembre 2020 - Gran Consiglio al palazzo dei Congressi © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa
Il Gran Consiglio ha approvato con 43 favorevoli e 30 contrari il consuntivo 2019. La sinistra attacca duramente Gobbi per la questione permessi. Lui replica: “Nessuna illegalità”

Luce verde al Consuntivo 2019. Dopo due giorni di discussioni, il Gran Consiglio ticinese ha approvato con 43 voti favorevoli e 30 contrari i conti del Cantone per il 2019, che chiudono con un avanzo di 60,3 milioni di franchi. Si tratta dell’ultimo consuntivo a cifre nere, è stato ribadito più volte dai deputati in aula, visto che la pandemia avrà conseguenze gravi sulle finanze cantonali. Stando al rendiconto intermedio di fine agosto, per il 2020 è previsto un disavanzo di 269,5 milioni di franchi.

La sinistra attacca Gobbi
Non sono mancate tuttavia scintille durante il dibattitto, in particolare quando la discussione si è concentrata sul Dipartimento delle istituzioni. Il caso permessi è infatti finito al centro della bufera. La sinistra in massa ha detto di voler bocciare il Consuntivo del DI in protesta alle dichiarazioni di Gobbi rilasciate a Falò sul rinnovo dei permessi. “Attacchi anche extraparlamentari parlano di prassi tipica di uno stato di polizia, sistematizzata, in totale spregio delle leggi o anche di decisioni maturate nel totale disprezzo della giurisprudenza, la discriminazione fatta regola, lo stato di diritto calpestato“ è l’affondo del deputato socialista Nicola Corti.

Anche Verdi e MPS hanno deciso di bocciare i conti consuntivi del Dipartimento delle istituzioni, utilizzano parole pesanti all’indirizzo di Norman Gobbi. “La bilancia della giustizia pende a favore della polizia a discapito della magistratura” ha sottolineato Andrea Stephani (Verdi). “Questo consuntivo ci rivela una cosa molto semplice: in Ticino spendiamo di piû per la polizia che per la magistratura: investiamo nella prima e ignoriamo le richieste, reiterate, della seconda. Alla luce dei recenti fatti di cronaca qualcuno potrebbe pensare che il Ticino oggi è sempre più uno Stato di polizia e un po’ meno uno Stato di diritto”.

Critiche anche dalla deputata MPS Simona Arigoni Zürcher: “Anche oltre confine l’operato del Governo viene giudicato illegale, definendo la sua pratica una pulizia etnica amministrativa (...). I diritti delle persone sono sempre più considerati come regali, concessioni o favori, anche quando si tratta di lavoratori che per anni hanno vissuto, lavorato e pagato le imposte nel nostro paese. Una situazione inaccettabile che solo oggi sembra venire a galla”.

Gobbi replica: “Nessuna illegalità”
Attacchi contro i quali Norman Gobbi ha speso poche parole per replicare: “Mi dispiace di non poter dar seguito alla locutoria teatralità del deputato Corti perché risponderò giovedì agli atti parlamentari inerenti la tematica sugli stranieri. Quello che mi preme ribadire è che di arbitrarietà, e quindi di illegalità, non ce n’è stata. Le leggi permettono, attraverso i loro paletti, di essere applicate con dei margini, che possono essere rigorosi o più aperti. Parlare di repressione mi sembra esagerato”. Al termine della discussione i conti consuntivi del DI sono stati approvati a larga maggioranza.

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