
Bus dalle batterie ricaricabili in pochi istanti e pensiline adibite a stazioni di rifornimento; quello che può sembrare lo scenario futuristico di un film di fantascienza, è realtà. O almeno lo è da qualche tempo a questa parte per una linea di Shanghai.E' in questa città infatti che si possono riscontrare dei bus alimentati attraverso dei supercondensatori al carbone attivo, il loro nome scientifico è "ultracapacitor.Questa sarebbe l'ennesima tecnologia sviluppata al fine di ridurre le emissioni di CO2, migliorando di conseguenza lo stato dell'aria. Ma Shanghai non è l'unica, anche Washington ha deciso di utilizzare un minibus scolastico avente lo stesso sistema al fine di scortare gli studenti dell'American University in giro per il campus. Non solo, questi bus potrebbero essere utilizzati anche in città come New York, Chicago ed in alcune città dello Stato della Florida.Gli ultracapacitor furono creati quarant'anni fa, ma le grandi dimensioni non consentivano una loro applicazione in campo di trasporti. A sopperire al problema ci ha però pensato il Mit di Boston, che è riuscito a ridurne notevolmente le dimensioni sviluppandone anche l'efficienza.Nonostante ciò, la loro capacità nell'accumulare energia non è granché, hanno una densità energetica di 6 wattora per chilo (una batteria agli ioni di litio ne ha 200); inoltre si scaricano abbastanza rapidamente. Ma se è vero che questa tecnologia non è applicabile, almeno per il momento, alle auto private, è pressoché perfetta per i trasporti pubblici.E a pensare di utilizzare suddetta tecnologia, sono state industrie automobilistiche della portata di Foton America, la quale è la stessa produttrice dei bus che si muovono per le strade di Shanghai. Il fatto che la tecnologia possa essere utilizzata per questo tipo di trasporti è intuibile. Basti pensare a quante fermate deve fare un bus, ed a quanto le stesse sono ravvicinate l'una rispetto all'altra. A questo punto è chiaro che basta sostituire alcune vecchie pensiline sulla linea del bus, con delle vere e proprie stazioni di ricarica. Come detto, bastano pochi istanti affinché l'ultracapacitor sia totalmente carico.Ma la meraviglia dei nuovi bus non termina certo qui. Questi veicoli hanno infatti la proprietà di assorbire anche l'energia che viene prodotta durante la frenata. Inoltre, le stesse pensiline possono venire equipaggiate con dei pannelli fotovoltaici al fine di ridurre ulteriormente le emissioni.Ed i risparmi non sono indifferenti, far funzionare uno di questi bus costa praticamente un decimo dell'energia che viene utilizzata per far muovere un normale bus di linea funzionante a diesel. Il risparmio complessivo è calcolato a 200'000 dollari di carburante rispetto il ciclo vitale del veicolo stesso.Eppure, tra le tante meraviglie, resta qualche difetto: ad esempio hanno una scarsa accelerazione e l'autonomia del bus viene ridotta del 35% nel caso venga accesa l'aria condizionata. Nulla di grave, perché il Mit sta pensando anche a risolvere questi problemi, oltre a cercare di svilupparne ulteriormente la densità energetica.I provvedimenti in termini di riduzione di CO2 devono comunque essere presi velocemente, infatti il G20 avrebbe stabilito che entro il 2050, ogni abitante della Terra dovrà limitare le proprie emissioni a 2 tonnellate l'anno, contro le attuali 15 prodotte da un cittadino statunitense.A tale proposito, l'ambientalista Andy Pag sta tentando di fare il giro del mondo utilizzando un bus alimentato da biodiesel. Il suo scopo è riuscirci mantenendo le emissioni al di sotto della soglia fissata dal G20.Pag è partito da Londra e ad oggi ha già percorso 3'000 miglia. Il suo viaggio l'ha già portato in Francia, Svizzera, Italia e Turchia. Naturalmente il suo obiettivo primario è sensibilizzare tutta l'opinione pubblica sul problema del surriscaldamento terrestre.
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