
L’aumento del seno. Un sogno per tante donne ed uno degli interventi chirurgici maggiormente richiesti (negli USA si contano oltre 296'000 operazioni nel solo 2010). Ma tuttavia non del tutto privo di rischi. A cominciare dall’ottenimento di un seno che risulti il più naturale possibile e, soprattutto, più duraturo. Grazie al chirurgo plastico Patrizia Gilardino scopriamo così che una scelta fondamentale, oltre al medico che eseguirà l’intervento, risiede nella protesi stessa. E’ infatti grazie alla scelta della protesi che si ottengono maggiori possibilità di ottenere il risultato sperato dalla paziente. Inoltre la giusta scelta della protesi riduce di molto il rischio di contratture capsulari, una delle complicazioni più tipiche (tra il 10 ed il 15% dei casi) di questo genere di operazioni. Ma che cos’è esattamente la contrattura capsulare? Si tratta di una reazione anomala che dà l’organismo in risposta all’inserimento del corpo estraneo (la protesi mammaria appunto). Normalmente il corpo dovrebbe creare una pellicola fibrosa atta ad avvolgere l’impianto. Ma nel caso di contrattura capsulare, l’impianto risulta più rigido di quanto non dovrebbe essere, provocando così l’effetto contrario a quello desiderato. Si intravvedono in pratica i bordi della protesi, portando la paziente a sottoporsi ad ulteriori interventi. Ciò detto, è più che lampante l’importanza di una giusta scelta. Vediamo dunque quali parametri utilizzare al fine di ottenere la giusta protesi. Prima di tutto, controllare che la loro qualità sia garantita. Meglio scegliere protesi in poliuretano o con una superficie testurizzata. Se possibile evitate invece quelle a superficie liscia. La Dr.ssa Gilardino avverte inoltre che alle donne aventi seno piccolo (prima o seconda misura scarsa), le protesi devono essere posizionate in sede sottomuscolare. In caso contrario entro un breve lasso di tempo si rischia di intravvedere i bordi della protesi. Non da sottovalutare le dimensioni. Sempre la Dr.ssa Gilardino spiega che determinati modelli della tv spingono molte donne verso gli eccessi. Ma anche all’abbondanza bisogna dare un limite. E’ quindi bene scegliere taglie proporzionate al torace ed alle effettive capacità contenitive delle mammelle. Una volta terminata l’operazione, è di fondamentale importanza seguire rigorosamente il decorso post operatorio. Con la fine dell’operazione, infatti, il lavoro passa dal medico alla paziente. Ecco dunque che diventa fondamentale indossare il reggiseno contenitivo per un mese (o per la durata consigliata dal medico) ed evitare attività fisica e sforzi vari per almeno trenta giorni. MaxT
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