
Stando ad una teoria basterebbe una nebbia di microscopiche gocce di biossido di zolfo al fine di ridurre il riscaldamento globale. Il biossido di zolfo è un composto chimico che si sprigiona nell'aria durante un'eruzione vulcanica. Sarebbe dunque possibile creare questo composto in laboratorio, sprigionarlo nell'aria e attenderne i risultati.Se da una parte l'uomo continuerebbe a immettere anidride carbonica nell'aria scaldando la terra, dall'altra la raffredderebbe immettendo il biossido di zolfo. Ad aver avuto l'idea sarebbero alcuni fisici, tra cui i premi Nobel Paul Crutzen e Thomas Schelling.Attualmente la situazione non è idilliaca: la riduzione delle emissioni di gas serra è un impegno sempre più oneroso per le nazioni, soprattutto se consideriamo la crisi finanziaria. Su quaranta paesi che hanno aderito al trattato di Kyoto, più della metà ha finito con l'aumentare le emissioni di CO2. I due paesi che maggiormente contribuiscono al riscaldamento globale, USA e Cina, ancora non hanno aderito al trattato e, pertanto, non ne devono seguire le direttive.Con queste premesse torna, tra gli altri, il "Progetto Pinatubo".Il Pinatubo è un vulcano situato nelle Filippine; durante la sua eruzione, avvenuta nel 1991, gli scienziati si resero conto che il gas prodotto, il biossido di zolfo, risultava efficace nel raffreddare la terra. Quell'anno oltre alla lava il Pinatubo sprigionò nell'aria una quantità di biossido di zolfo pari a 20 milioni di tonnellate. Una parte di questo gas raggiunse la stratosfera, finì col propagarsi attorno a tutto il globo terrestre e non si dissolse per diversi mesi.L'effetto refrigerante del gas: i fisici spiegano che le goccioline di biossido di zolfo fungono da "specchi" respingendo, almeno in parte, le radiazioni solari. A un anno di tempo dall'eruzione, la temperatura della terra si abbassò di mezzo grado; niente male se pensiamo che, tramite attività umana, ci vuole circa un secolo per alzare la temperatura di un grado.Il climatologo di Princeton, Michael Oppenheimer, spiega che anni fa si era già pensato ad un intervento di geo-ingegneria atto a raffreddare la terra; ma, dopo gli accordi del trattato di Kyoto, questo era saltato. Ora, alla luce dei nuovi fatti, lo stesso Oppenheimer sta stilando un nuovo rapporto per conto dell'Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti d'America.Stando a indiscrezioni ci sarebbe chi ha già pensato di spargere suddetta sostanza tramite aerei, missili o altissime ciminiere. Operazioni, queste, aventi costi nettamente inferiori a quelli cui devono far fronte le nazioni oggi al fine di rispettare il trattato di Kyoto.Ma, come tutti sappiamo, anche le rose più belle, hanno le spine. E lo stesso vale per la geo-ingegneria a base di biossido di zolfo.Ecco dunque i possibili effetti collaterali nell'utilizzo del biossido di azoto: distruzione dello strato di ozono con conseguente aumento di raggi X sulla Terra; reale possibilità di indurre un'era glaciale; seguendo la via facile, le nazioni potrebbero decidere di non rispettare gli impegni di riduzione dei combustibili fossili.Per quanto geniale, questo rimedio potrebbe risultare più catastrofico (e in tempi minori) del problema stesso.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

