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Sclerosi multipla, un farmaco orale riesce a "bloccarla"
Redazione
17 anni fa
Il nuovo farmaco è stato sviluppato dal colosso Novartis

Un nuovo farmaco potrebbe presto restituire una vita normale alle 2 milioni e mezzo di persone malate di sclerosi multipla.Il colosso svizzero Novartis, infatti, ha inoltrato alla Fda e all’Emea la richiesta per poter immettere sul mercato il Fingolimod (FTY720), un farmaco orale che si è dimostrato efficace contro la patologia.Il medicinale, il primo di una nuova tipologia capace grazie ai suoi principi attivi di ridurre rapidamente l’infiammazione, avrebbe un’azione diretta sulle cellule del sistema nervoso centrale.Il dossier sottoposto all’attenzione dell’agenzia americana e a quella europea si basa sui risultati dei due studi registrativi di fase clinica III “Transforms” e “Freedoms”, pubblicati il 20 gennaio sulla rivista scientifica "The New England Journal of Medicine".I ricercatori, che hanno testato il medicinale nelle dosi di 0.5 e 1.25 milligrammi, nel loro rapporto evidenziano un rapporto rischio-beneficio superiore per i pazienti che hanno assunto la dose minima del farmaco.I due studi: nello studio denominato Transforms, durato un anno e condotto su 1.292 pazienti affetti da sclerosi multipla, il Fingolimod 0,5 mg è riuscito a ridurre le ricadute del 52% (-38% al dosaggio 1,25 mg) rispetto a interferone beta-1a per via intramuscolare.Nello studio Freedoms, durato invece due anni e condotto su 1.272 pazienti, Fingolimod ha ridotto il tasso di ricadute del 54% alla dose di 0,5 mg e del 60% a 1,25 mg.Gli esperti hanno dimostrato che il farmaco riesce anche a diminuire il rischio di progressione della disabilità a 3 e 6 mesi, del 30% e del 37% rispettivamente al dosaggio di 0,5 mg e del 32% e 40% a 1,25 mg. In entrambi gli studi è emersa una importante riduzione delle lesioni cerebrali attive.“Grazie al suo innovativo meccanismo d'azione, Fingolimod potrà rappresentare per medici e pazienti un importante passo avanti nella lotta contro la sclerosi multipla - ha commentato Giancarlo Comi, neurologo dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e coordinatore dei centri italiani partecipanti a Transforms -. Con una comoda somministrazione giornaliera orale, si è dimostrato infatti in grado di ridurre le ricadute e la progressione della disabilità con benefici clinici mantenuti anche nel trattamento a lungo termine”.“Le attuali terapie disease-modifying per la sclerosi multipla recidivante-remittente - spiega poi il professor Jeffrey Cohen, ricercatore del Cleveland Clinic Mellen Center per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla - sono somministrate per via iniettiva o per infusione, e ciò può influire negativamente sulla tollerabilità e sull'aderenza al trattamento”.Gli studi su fingolimod e la loro estensione comprendono oltre 2.300 pazienti con circa 4 mila pazienti/anno di esposizione, inclusi alcuni giunti al sesto anno di trattamento.La sicurezza e la tollerabilità del farmaco in compresse è stata valutata anche in base ai dati di circa altri mille pazienti, che provengono da studi tuttora in corso nella sclerosi multipla.Tiscali notizie

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