
Le teorie evoluzionistiche potrebbero essere ad un passo dalla verità. Che si creda o meno a Darwin, oggi potremmo aver scoperto quel ponte tra uomo e scimmia che si credeva inesistente. Il tutto da fossili di quasi 2 milioni di anni appartenenti ad Australopitechi sediba. A dare risalto alla notizia è la prestigiosa rivista Science che sul tema riporta una serie di cinque articoli. Ogni articolo mostrerebbe l’analisi relativa a cinque diversi fossili scoperti nel 2010 in Sudafrica. L’esperto di evoluzione dell’Università sudafricana di Witwatersand (Johannesburg) Lee Berger sostiene che tutti e cinque i fossili presentavano cervelli piccoli, ma molto evoluti. Altro carattere in comune con gli esseri umani sarebbero i pollici e l’osso sacro. I caratteri comuni alle scimmie (e mai riscontrati su ominidi) sarebbero invece rappresentati dai piedi e dalla forma del dell’anca. L’età dei fossili e le loro caratteristiche porterebbero dunque l’Australopiteco sediba a divenire il candidato ideale quale antenato dell’essere umano. Oltre a caratteristiche che comportano un mix tra uomo e scimmia, i ricercatori avrebbero anche scoperto che questo genere di Australopitechi fosse in grado di realizzare vari utensili. Una capacità che finora era stata riconosciuta solo al genere Homo. MaxT
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