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Sciaffusa, il forsennato con la motosega vuole tornare libero
Keystone-ats
6 anni fa
Il 54enne che nel luglio 2017 fece irruzione nella filiale di una cassa malattia, ferendo due dipendenti, è comparso oggi davanti alla corte d’appello

L’uomo di 54 anni che nel luglio 2017 fece irruzione nella filiale di una cassa malattia a Sciaffusa, ferendo due dipendenti con una motosega, si è presentato oggi davanti alla corte d’appello per chiedere di tornare in libertà. In prima istanza gli è stata imposta una misura terapeutica stazionaria.

L’uomo, un ex carpentiere che dal 2016 viveva in un bosco all’interno di un furgone, ha raccontato in aula di essere esposto da 20 anni a “energie diaboliche”. Nel 1999 aveva subito a causa di un incidente stradale un grave trauma cerebrale. E da allora si sentiva attaccato da “forze maligne” che volevano ucciderlo.

Nel luglio di tre anni fa attaccò con una motosega i due impiegati della filiale dall’assicurazione malattia CCS a Sciaffusa, perché era convinto che le forze negative provenissero da uno di loro. “Ma non volevo ferirlo o ucciderlo, soltanto tenerlo a distanza”, ha dichiarato.

Il suo avvocato ha fatto appello contro la sentenza della prima istanza invocando la cosiddetta “legittima difesa putativa”: l’imputato - che da più di due anni è ricoverato nel reparto di psichiatria forense della clinica di Rheinau (ZH) - andrebbe giudicato sulla base delle sue convinzioni e non può quindi essere ritenuto colpevole di tentato omicidio intenzionale, ma soltanto di lesioni personali.

In prima istanza, il Tribunale cantonale di Sciaffusa aveva tenuto in conto la fattispecie più grave e in considerazione della sua non imputabilità il tribunale ha ordinato la misura prevista dell’articolo 59 del Codice penale, il cosiddetto “piccolo internamento”.

Ciò significa che l’imputato dovrà rimane nella clinica psichiatrica e che la sua situazione dovrà essere riesaminata ogni cinque anni. La perizia psichiatrica ha stabilito che soffre di una grave schizofrenia allucinatoria paranoica e che senza una terapia esiste un forte rischio di recidiva.

La vicenda approdata oggi al processo d’appello aveva fatto molto scalpore: il 24 luglio 2017 l’uomo, con precedenti penali per possesso illegale d’armi, entrò nella filiale della CSS, di cui era cliente, e ferì con la motosega due dipendenti, uno dei quali in modo grave.

Due clienti della cassa malattia subirono uno choc e una terza persona riportò lesioni durante l’intervento degli agenti antisommossa. Il 54enne fu arrestato il giorno successivo a Thalwil (ZH), a circa 60 chilometri di distanza. In una borsa aveva due pistole-balestra e bacchette di legno appuntite. L’uomo riceveva da tempo una rendita di invalidità per l’incidente avuto nel 1999. Per il medesimo incidente aveva chiesto un risarcimento milionario alla CSS.

“Sono convinto di non essere pericoloso”, ha detto l’imputato nel suo intervento finale, precisando di volere soltanto vivere da uomo libero. La corte d’appello del Tribunale cantonale sciaffusano presenterà la sentenza nel tardo pomeriggio.

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