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Sbadigli per raffreddare il cervello
Redazione
15 anni fa
Secondo gli scienziati dell’Università di Priceton, lo sbadiglio serve a scambiare l’aria con l’esterno raffreddando il cervello

Lo sbadiglio, quel mistero che attanaglia in una stretta morsa il mondo scientifico. Già perché è facile stabilire che viene in momenti di noia o stanchezza, ma il suo reale scopo è un mistero. Un mistero che potrebbe essere stato risolto da alcuni ricercatori dell’Università di Princeton. Per cercare di comprendere cosa si cela dietro l’ancestrale gesto di aprire la bocca fragorosamente al fine di inalare enormi quantità d’aria che subito dopo vengono espulse, gli scienziati hanno preso 160 volontari ai quali è stato mostrato un video di persone sbadiglianti. Si sa, lo sbadiglio è contagioso. Ed ecco che tramite il video in questione, i ricercatori hanno potuto monitorare la frequenza e la tendenza allo sbadiglio dei volontari. Volontari divisi in un gruppo da 80 persone in estate e da altre 80 in inverno. Questo ha permesso di stabilire determinate dinamiche dell’atto di sbadigliare con la temperatura esterna. A coordinare lo studio, il biologo evoluzionista Andrew Gallup. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Frontiers in Evolutionary Neurosciences. Come detto, il gruppo è stato suddiviso in due sottogruppi al fine di stabilire la correlazione vigente tra sbadiglio e temperatura esterna. Ciò ha evidenziato una minore propensione allo sbadiglio durante i mesi estivi, quando la temperatura esterna è simile a quella corporea. Gallup spiega che l’esperimento è stato condotto in Arizona e rigorosamente all’aperto. In estate venivano registrate temperature di circa 36 gradi con bassa umidità, in inverno le temperature scendevano a circa 21 gradi con un’umidità leggermente più elevata. Tenendo conto di fattori come il tempo che ciascun volontario utilizzava per dormire, si è potuto appurare che se circa la metà di questi sbadigliava in inverno; solo un quarto degli stessi lo faceva in estate. Oltre a ciò, si è notato che lo sbadiglio è associato anche al tempo che il volontario passava all’aperto. La conclusione è stata che se si sbadiglia di meno quando la temperatura esterna è più calda, lo si deve ad un fattore di termoregolazione. Sbadigliare, in pratica, servirebbe a raffreddare il nostro cervello attraverso lo scambio di aria interna con quella esterna. Se sbadigliamo maggiormente in inverno o quando la temperatura esterna è fredda, è perché, in sostanza, il nostro corpo cerca di assimilare più aria fresca possibile. In estate sbadigliamo di meno poiché l’aria è troppo calda, inadatta quindi a regolare la temperatura cerebrale. Ecco che dunque il nostro organismo tende ad inibire automaticamente l’atto dello sbadiglio.

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