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Musica
Sanremo, "Ci vogliamo tutti bene"
© Ticinonews - Radio3i
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Patty Speroni
un anno fa
La speaker radiofonica di Radio3i Patty Speroni - in arte Patty a Scatti - si è recata a Sanremo per il tanto atteso Festival della musica italiana, che si terrà fino al 15 febbraio. In questa prima analisi sono stati commentati i presentatori e le prove dell'evento.

La giornata che anticipa l’avvio ufficiale del Festival di Sanremo non ha riservato colpi di scena o sorprese inaspettate. La conferenza stampa di presentazione ha dato modo al direttore artistico e conduttore, Carlo Conti, di raccontare il ritorno al Festival, giunto dopo parecchi suoi rifiuti ed altrettante sollecitazioni da parte della dirigenza Rai. Apparentemente, sembra non avvertire il peso del confronto con i numeri incredibili di Amadeus. Dopo quarant’anni di militanza Rai, ritiene di non dover dimostrare nulla a nessuno. Se proprio si vuole indugiare sul confronto, preferisce quello con i suoi tre Festival, presentati in passato. Si arriva alla presentazione dei due co-conduttori: Antonella Clerici e Gerry Scotti. Entrambi sottolineano il rapporto di sincera amicizia che li lega a Conti e che li ha portati ad accettare subito la proposta di collaborazione.

Antonella Clerici e Gerry Scotti

Per Antonella Clerici è stato un momento di riflessione sulla sua interruzione di carriera, non dettata da volontà propria, ma da manovre direzionali interne all’azienda. Una difficoltà che, a suo dire, può essere superata, grazie alla maturità e all’esperienza accumulate nel corso degli anni. Il vero outsider è Gerry Scotti, al suo primo Festival. Felice per la liberatoria avuta, tramite una semplice telefonata, dal suo Editore. Occasione ghiotta per smentire ufficialmente l’interesse di Mediaset a mettere le mani sul “carrozzone” sanremese. Una conferenza stampa all’insegna del vogliamoci bene, siamo tutti amici, ci divertiremo, lavoreremo sulla sintonia, sulla coralità, sull’inclusività, sui buoni sentimenti e… anche sulla musica! (per fortuna!).

Le prove

Nel regolamento del Festival entra per la prima volta il discorso autotune, in origine un effetto da utilizzare come sfumatura, di fatto un intonatore vocale. Carlo Conti liquida la faccenda, motivandola con la necessità di stare al passo coi tempi. Il direttore artistico non ha fatto scelte bruttissime. Buona parte delle canzoni saranno sicuramente spendibili radiofonicamente. Non sono certo canzoni che avranno vita lunghissima. Alcune dureranno sicuramente quanto un gatto in tangenziale. I tormentoni sono parecchi. Il gusto di ciascuno e le linee editoriali delle radio faranno il resto. Impossibile non fare  due menzioni speciali: Irama e Tony Effe. Irama ha una vocalità interessante. La sua voce è in grado di avere varie coloriture. La potenza canora è innegabile. Ha voluto fare un tuffo nell’autotune ed il risultato è stato un appiattimento vocale, che gli ha completamente modificato la voce. Tony Effe, invece, si è completamente snaturato ed ha presentato uno stornello romano (un po' Lando Fiorini, un po' Franco Califano). Grazie, ma questa conversione artistica ce la poteva anche risparmiare. Il miracolo di Sanremo è avvenuto: il diavolo non veste Prada, ma mette il vestitino da chierichetto.