
La seconda serata di Sanremo non ha riservato particolari sorprese. La direzione del Festival dichiara che il calo di ascolti è fisiologico. Accade tutti gli anni, ma lo share aumentato salva la faccia a tutti.
Forse non si è più abituati ad un evento che si svolge entro i canoni di un’apparente normalità. Manca il guizzo che sorprende, che fa scoppiare dalle risate, che provoca una reazione di protesta. Manca qualcosa che sia in grado di toccare profondamente le emozioni.
Non a caso, il momento più bello e poetico è stato l’omaggio a Crans-Montana, richiesto a gran voce da tutti coloro che sono stati colpiti dagli eventi dello scorso 31 dicembre, ritenendo che il Festival potesse essere un’ottima cassa di risonanza. Luci spente, l’orchestra che suona e la voce di un soprano che si mixa perfettamente con la musica. Un quadro musicale che non può non rimandare alla modalità compositiva di Ennio Morricone. Le luci si accendono su Achille Lauro, che canta “Perdutamente”, una canzone che sembra essere stata scritta il giorno immediatamente successivo all’evento fatale per molti giovani.
L’emozione è stata grande, di tutti, giustificata, compresa e condivisa. Achille Lauro è stato una comparsa, vocalmente necessaria. Il protagonista era ben altro.
Picchi d’ascolto si sono registrati con le performance del comico Lillo. Nella sua semplicità si è messo letteralmente al servizio del Festival e questo ai telespettatori è piaciuto.
Come prevedibile, a fine serata il ribaltone è arrivato a cambiare le carte in tavola: il voto popolare, unito a quello delle radio, ha fatto la differenza. La cinquina degli eletti è stata: Tommaso Paradiso, Nayt, Ermal Meta, Fedez & Marco Masini, LDA & AKA 7EVEN. Anche in questo caso non si può parlare di vincitori. Con molta probabilità il voto di questo giovedì sera ribalterà tutto ancora una volta.

