“Il 17% degli adolescenti vorrebbe morire o farsi male”
Stando a un’indagine promossa dall’Università Cattolica di Milano ol Covid pesa sui giovani italiani
di Keystone-ATS/MMINO
“Il 17% degli adolescenti vorrebbe morire o farsi male”

La pandemia di Covid-19 pesa notevolmente sugli adolescenti italiani: il 17,3% pensa che sarebbe meglio morire o dice di volersi far del male (il 2% quasi ogni giorno e il 15,3% più della metà dei giorni). È quanto si ricava in un’indagine promossa da Fondazione Soleterre e dall’Unità di Ricerca sul Trauma dell’Università Cattolica di Milano.

Trauma da pandemia
A un campione di 150 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, lo scorso dicembre è stato chiesto quali fossero sentimenti e pensieri prevalenti legati al lockdown e alla pandemia. Il 40,7% degli adolescenti ha detto di aver difficoltà a dare un senso a ciò che prova; il 34% di non essere in grado di controllare il proprio comportamento quando è turbato; il 50% si arrabbia con sé stesso quando si sente turbato; il 64% del campione pensa che senza Covid, oggi sarebbe una persona diversa; il 69,3% afferma che il trauma da pandemia è diventato parte della propria identità; il 34,7% dice di fare fatica ad addormentarsi; il 12% degli intervistati dichiara di non sentirsi in forma; il 36% afferma di sentirsi triste.

“Urgenza a prenderci cura della salute mentale”
“Credo vi sia, nel nostro Paese - afferma Damiano Rizzi, presidente di Soleterre e psicoterapeuta dell’età evolutiva - un’urgenza che viene prima di tutte le altre: prenderci cura della salute mentale dei bambini e degli adolescenti sviluppando linee guida cliniche per alleviare gli effetti negativi della pandemia Covid-19 attraverso strategie di salute pubblica”.

“È un problema di un paese intero”
“Non possiamo ritenere il dolore psichico un problema legato solo a una specifica fascia d’età, ma - avverte Rizzi - è il problema di un Paese intero: se il 17,3% dei giovani dai 14 ai 19 anni ha pensato ‘quasi ogni giorno’ e ‘più della metà dei giorni’ che, in relazione al proprio stato d’animo attuale, sarebbe meglio morire o farsi del male a causa del dolore che la vita provoca, stiamo parlando, in valori assoluti, di oltre 490 mila individui in potenziale pericolo e che necessitano di assistenza psicologica immediata per scongiurare esiti peggiori.”

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