
L’idea di introdurre un salario minimo imposto per legge è buona, nonostante la discussione sulla proposta dei sindacati di un salario minimo di 4'000 franchi abbia dimostrato che la maggioranza del Parlamento federale è di altra opinione. I puristi del libero mercato contestano il salario minimo sostenendo – come aveva detto Milton Friedman – questo genere di intervento statale è in realtà una forma di discriminazione nei confronti dei lavoratori meno qualificati, poiché provocherebbe un aumento dei loro salari ne provocherebbe un’espulsione dal mercato del lavoro. Costoro sono convinti che lo Stato non si deve immischiare nella definizione dei salari e sostengono che l’imposizione di un salario minimo provoca un aumento della disoccupazione e quindi un peggioramento delle condizioni economiche proprio di quelli che si vorrebbe aiutare. Sebbene in molti Paesi il salario minimo sia da tempo una realtà, l’esperienza non suffraga queste fosche previsioni. Analizziamone i motivi.
Il salario minimo è una realtà nella maggior parte dei Paesi occidentali. Negli Stati Uniti il presidente Barack Obama ne sta proponendo un aumento del 40% per portarlo dagli attuali 7,25 dollari l’ora a 10,10 dollari. Le numerose analisi condotte in America – come ha sottolineato il settimanale inglese The Economist - non sono riuscite a far emergere alcun danno serio all’occupazione. In Germania, nell’accordo per la formazione di un Governo di grande coalizione CDU e SPD si sono impegnati a introdurre un salario minimo di 8,50 euro l’ora (ossia di poco superiore ai 10 franchi). Il salario minimo esiste già da tempo sia in Gran Bretagna sia in Francia. Quindi, è assolutamente compatibile con un’economia di mercato e non vi sono prove empiriche che provochi danni all’occupazione e più in generale all’economia. Questa conclusione dipende ovviamente dal livello cui si pone questa asticella minima. La proposta del prossimo Governo tedesco pone il salario minimo al 62% del salario mediano. Negli Stati Uniti invece l’asticella, che ora si vuole alzare, è posta al 38% del salario minimo. In Svizzera l’approvazione dell’iniziativa dei 4'000 franchi per tutti porrebbe il salario minimo al 64% del salario mediano che nel 2010 ammontava nel nostro Paese a 6'210 franchi mensili. Salario mediano vuol dire che la metà delle persone che lavorano nel nostro Paese guadagna più di 6’210 franchi il mese, mentre l’altra metà ne guadagna meno.
In Svizzera si può quindi discutere se con l’approvazione dell’iniziativa sindacale l’asticella sarebbe posta a un livello talmente alto da scoraggiare l’assunzione dei lavoratori poco qualificati, ma non si può discutere sulla necessità di una sua introduzione. Infatti, soprattutto dopo l’introduzione della libera circolazione delle persone valgono anche per il nostro Paese le ragioni che hanno spinto gli altri Paesi occidentali ad introdurre questa regola. Infatti continua ad aumentare il numero delle persone che percepisce uno stipendio talmente basso da non consentire loro di poter vivere in modo decoroso nel nostro Paese. Ciò vale, soprattutto in Ticino, anche per lavoratori altamente qualificati o giovani usciti dalle scuole professionali o dalle università. Quindi l’introduzione di un salario minimo è opportuna. Essa permetterebbe anche di non scaricare queste distorsioni del mercato del lavoro sullo Stato e quindi sui contribuenti.
In Ticino alcuni sostengono che un salario minimo di 4'000 franchi provocherebbe un ulteriore afflusso di frontalieri. Questo effetto non si può escludere, ma con la definizione di un salario minimo di 4'000 franchi si dovrebbe allentare la pressione al ribasso sui salari di molte categorie professionali, naturalmente a condizione che i controlli evitino gli abusi che invece sono oggi prassi corrente.
In conclusione, l’introduzione di un salario minimo è una buona idea. Discutibile è solo l’altezza dell’asticella dei 4'000 franchi che potrebbe essere troppo elevata per il Ticino, mentre dovrebbe essere assolutamente compatibile con i livelli salariali prevalenti negli altri Cantoni.
Il prossimo appuntamento con Tuor Blog è per mercoledì 8 gennaio. Nel frattempo: Tanti auguri di buone feste!
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