
Oggi come oggi, possiamo tranquillamente sostenere di aver compreso la maggior parte di ciò che ci circonda. Eppure, tanto la nostra Terra quanto l'universo, nascondono ancora una moltitudine non indifferente di segreti. Ed è sull'universo che si concentra questo articolo.Possiamo dunque cominciare dicendo che oltre il 90% della materia e dell'energia che compongono l'universo, sono ancora sconosciuti. Sappiamo però che a ciò che ignoriamo sono stati assegnati due nominativi, tanto pragmatici quanto ambigui, abbiamo così la materia oscura, che corrisponde al 22% del totale; e l'energia oscura, che compone il 74% del totale.Oggi, gli astrofisici, hanno deciso, nel tentativo di scoprire di più sull'argomento, di ricorrere alle simulazioni virtuali. Dunque vorrebbero, attraverso modelli vari, analizzare il noto al fine di comprendere l'ignoto. E per aprire ulteriormente la strada verso la comprensione, ci si avalla del supercomputer più grande al mondo, migliorato per lo scopo.Il supercomputer in questione prende il nome sia di un noto personaggio dei cartoni animati, sia di un favoloso modello di plymouth: Roadrunner. Realizzato nel 2002 da Ibm, possiede un'incredibile capacità di calcolo, pronta ad essere utilizzata per indagare sulla parte oscura dell'universo.Nel settembre scorso, Roadrunner ha avuto il suo ultimo aggiornamento che gli ha consentito di raggiungere una velocità di elaborazione dati di 1.105 petaflop. Per darvi un'idea, immaginate un numero che parte con la cifra 1 seguita da quindici (non è uno scherzo) zeri. Questa la reale capacità di calcoli al secondo. Dunque il nome non poteva essere più azzeccato di così. La macchina occupa uno spazio di 560 metri quadrati ed è situata nel centro di ricerca dell'Amministrazione nazionale della sicurezza nazionale (Nnsa) di Los Alamos (New Mexico).E dopo aver visto la reale capacità di Roadrunner, scopriamo che, al fine di dare il via alla simulazione virtuale dell'universo, agli astrofisici servirà tutta, ma proprio tutta, la sua capacità di calcolo. Basti pensare che la simulazione, seppur semplificata rispetto l'universo originale, comprende tutti i suoi elementi: 1 miliardo di Soli e 64 miliardi di varie tipologie di corpi celesti.Al riguardo il ricercatore Salman Habib ha dichiarato che gli sforzi sono mirati a migliorare lo stato dell'arte degli studi astrofisici di tre ordini di grandezza in termini di risultati computazionali e scientifici ed è convinto che il database che creeranno sarà di estrema importanza per tutti i futuri studi inerenti il contesto universo.Roadrunner non solo per l'universo: tra i vari progetti per cui si ipotizza l'utilizzo di Roadrunner, c'è anche quello inerente la mappatura delle relazioni evolutive filogenetiche della sequenza genica dell'HIV. Ciò porterà ad una maggiore conoscenza sul virus dell'aids.Un altro progetto è quello di creare una simulazione di quanto avviene ad un nanofilo a livello atomico nel momento in cui questo si spezza se sottoposto a sforzo.Un'analisi sulla riconnessione magnetica (un fenomeno, questo, che si verifica nei gas ionizzati) al fine di capire quanto avviene a livello di magnetosfera terrestre ed in fenomeni astrofisici della portata dei brillamenti solari.Infine c'è l'intenzione di studiare le interazioni del laser sul plasma, al fine di comprendere il fenomeno di confinamento inerziale di fusione.Tutte ricerche di una certa importanza (se non di vitale, come nel caso della mappatura dell'HIV). La comprensione umana, ha sempre meno barriere.
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